02
NOV
2016

TUNeIt e ALBIT: Nuove Infrastrutture Per L’Uomo.

Il Magnifico Rettore dell’Università eCampus Enzo Siviero, in occasione dell’ “AfroMEDITERRANEAN BRIDGING” tenutosi il 27 ottobre a Messina, interviene in merito a TUNeIT: un ponte tra Tunisia e Italia ovvero tra l’Africa del presente futuro e l’Europa del passato presente come via mediterranea alla pace dei popoli.

Braudel aveva visto giusto! Il Mediterraneo come crogiolo di miti e di passioni, di storia e di cultura, di religioni e di rincorsa continua verso una pace negata laddove l’homo homini lupus ha da sempre avuto il sopravvento sull’homo faber. Ma è proprio così vero? O non è invece la contingenza di pochi fanatici di oggi, emuli ahimè di un passato forse negletto… a uccidere non solo i propri simili ma financo sè stessi immolati per la ricerca ossessiva di un paradiso negato? E che dire delle tre grandi religioni monoteiste che si sono tra loro sovrapposte evolvendosi una dall’altra nella reciproca rincorsa alla negazione dell’altra da sè? Ecco dunque che il pontificare di origine pseudo religiosa può essere la via della ricongiunzione fisica e metafisica, reale e virtuale, vissuta o sognata tra i luoghi e le genti, tra le culture e i credi. Il bisogno impellente di fuggire dall’inferno della guerra e delle violenze, dalle prevaricazioni e da una pseudo schiavitù che si pensava, a torto, figlia di un passato assai remoto. No! Non è con il respingimento che si risolve la tragedia dei migranti! Nè tanto meno negando loro il diritto ad una vita “più vita…

A ben vedere, nei prossimi decenni le crescite più forti non saranno più i Brics, bensì la “giovane” Africa. Giovane perché abitata da giovani. Giovane perché piena di speranza. Giovane perché desiderosa di andare avanti per realizzare e realizzarsi…L’Africa che, non appena avrà preso coscienza delle proprie straordinarie ricchezze materiali e immateriali, superando le faide interne che ne neutralizzano l’essere, sarà il vero “nuovo mondo”, se saprà mettere a profitto la lettura del presente con tutte le sue contraddizioni, i suoi errori e le sue grandissime ingiustizie.. Il decollo sarà garantito e molto, molto veloce. E se, come ormai appare più che evidente, lo sviluppo infrastrutturale dell’intero continente da Città del Capo al Mediterraneo sarà reso operativo così come ideato dalla Nigerian Socity of Engineers con una serie di “corridoi verdi” come meridiani e paralleli (cardi e decumani?), allora TUNeIT come passaggio naturale verso la vecchia e ancora assai attraente Europa, sarà un obbligo ineludibile. Un’idea questa, o meglio una “visione avveniristica” paragonabile ai grandi trafori ottocenteschi e ai “ponti d’acqua” quali i tagli di Panama e Suez che hanno cambiato il mondo.

TUNeITIpotesi di sviluppo infrastrutturale  fra Africa ed Europa che comprende il collegamento stabile tra Tunisia e Sicilia (TUNeIT) e il ponte di Messina come volani di collegamento con i corridoi pan-africani.

Ma vi è di più! Un ponte come elemento di continuità fisica tra i due continenti è anche un artefatto simbolico il cui valore emotivo è inestimabile. Un segno di speranza e di pace, di fratellanza e di amore. Un volo pindarico come camminare sull’acqua. Un miracolo! Ebbene questo potrebbe anche non essere solo un sogno! La condivisione tecnico politica è pressoché acquisita. RMEI Réseau Mediterranéen des Écoles d’Ingenieurs, EAMC Engineering Associations of Mediterranean Countries, PAM Parliament Assembly of Mediterranean e Schiller Institut di Francoforte, ne hanno pienamente condiviso la necessità a medio termine. Quattro isole artificiali intermedie con chiara vocazione anche turistica. Tratte intermedie variabili tra i 20 e i 30 km. Una serie di ponti a campate multiple di grande luce. Un eventuale tunnel terminale per non interferire negativamente con la storia e la cultura dei luoghi e il paesaggio circostante con il suo straordinario affaccio sul mare. Un piano di sicurezza molto avanzato. L’uso di materiali innovativi. Un avanzamento tecnologico senza pari. Una straordinaria opportunità di integrazione tra Ingegneria Architettura Design e Paesaggio.

Una sostenibilità energetica con il sistematico ricorso alle energie rinnovabili. Una particolare attenzione alla rinaturalizzazione a livello ambientale per la salvaguardia di flora e fauna marina. Tutto questo e ancor più nelle intenzioni non solo mie… forse non così visionarie come potrebbe apparire a prima vista. E infine, un impiego virtuoso di manodopera per dare senso alle migrazioni dolorose e senza futuro che oggi producono rabbia, frustrazione e morte. Una trasformazione geopolitica epocale capace di far ritrovare nuovi equilibri non solo per il conseguente aumento del PIL, ma soprattutto per dar senso compiuto ad un altro e ben più interessante indicatore: IBES Indice di Benessere Eco Sostenibile. TUNeIT come “messa a fuoco” del futuro…Dall’Africa all’Europa e dall’Europa all’Africa con una rinnovata convergenza attraverso il Mediterraneo ritrovandone l’antico significato di MARE NOSTRUM reinterpretato in chiave dell’oggi, perché deve appartenere a tutti come riappacificazione tra i popoli.

Questo deve essere il vero significato della globalizzazione. Un ponte di ponti ideato e costruito per percorrerlo tutti insieme perché l’UOMO È e deve continuare ad ESSERE.  La libertà è anche questo.  

Lascia un commento

*

captcha *

Commenti da Facebook

Università degli Studi e-Campus   Via Isimbardi, 10 - 22060 Novedrate (CO)   C.F.: 90027520130  
Tel.: 031/7942500, 031/7942505   Fax: 031/792631   E-mail: info@uniecampus.it    Informativa sulla Privacy