SERIE TV

L’Alienista – atmosfere dark irresistibili

l-alienista

A volte le nostre debolezze ci sono più utili dei nostri punti di forza.
Laszlo Kreizler

Ambientato a New York nel 1896, la ormai famosa serie TV firmata Netflix ha stupito il pubblico, trovando consensi e appassionando anche i più scettici. Tratta dall’omonimo romanzo di Caleb Carr (autore, sceneggiatore e fan di Sherlock Holmes), L’Alienista è un thriller psicologico senza compromessi – appunto – nel periodo immediatamente precedente alla pubblicazione de L’Interpretazione dei Sogni di Freud, libro che ha aperto le porte della scienza alla psicanalisi come possibile cura della mente umana.
Prima di quest’opera, i lati oscuri della psiche erano considerati come una dimensione di alienamento da quella che era la realtà – e le relative norme comportamentali – socialmente accettata. Da qui il nome alienista per chi si occupava di curare in appositi centri di recupero i soggetti disturbati o semplicemente reietti.

LA STORIA
Nel 1896, alcuni bambini nel giro della prostituzione, vestiti come ragazzine, vengono trovati orribilmente uccisi e mutilati. Si pensa subito che sia opera di uno psicopatico, ma non esistono ancora degli studi sugli assassini seriali e il lavoro degli alienisti è spesso sottovalutato e minimizzato.
Incredibilmente, all’interno della corrotta e superficiale polizia newyorkese, un commissario (Theodore Roosevelt – interpretato da Brian Geraghty – futuro presidente degli Stati Uniti ndr) è pronto a fidarsi del dottor Laszlo Kreizler (‎Daniel Brühl), accettando – sebbene con riluttanza – che egli conduca delle indagini sugli omicidi. 
All’indagine si uniscono: Sara Howard (Dakota Fanning), segretaria del commissario e prima donna in assoluto a lavorare all’interno del commissariato di New York, un personaggio femminile forte e risoluto; John Moore (Luke Evans), illustratore e migliore amico di Laszlo, appartenente alla buona società ma dalla condotta dissoluta; i gemelli ebrei Marcus (Douglas Smith) e Lucius Isaacson (Matthew Shear), medici legali all’avanguardia sullo studio dei cadaveri, spesso discriminati per via della loro etnia.

Kreizler si può quindi definire un personaggio molto eccentrico, con frequentazioni che a molti appaiono discutibili, almeno per i costumi e la mentalità dell’epoca.

Tutti i nostri protagonisti sono alienati in qualche modo. Sono persone solitarie perché rappresentano nuove idee e la società non le accetta. Quello che lentamente arrivano a capire è che hanno bisogno l’uno dell’altro e così creeranno una sorta di famiglia surrogata.
Luke Evans – attore che interpreta John Moore.

Ad alzare la media della serie TV sono il livello di recitazione di tutti i protagonisti, la fotografia dai punti di vista insoliti e decisamente azzeccati, e la colonna sonora, perfetta per atmosfere che spaziano dal noir al grottesco, dal dramma al thriller.
Le sequenze angoscianti nei manicomi criminali, le scene nelle quali il buio gioca un ruolo fondamentale e il clima dark sono estremamente coinvolgenti, strazianti e stupefacenti allo stesso tempo; così come i passaggi di natura drammatica che ne scandiscono il ritmo.
I dettagli delle ambientazioni, così come i costumi, sono un’ulteriore prova della cura che è stata utilizzata per la realizzazione del set, per renderlo quanto più realistico e verosimile.

La serie ha il potere di affascinare non solo perché ripercorre la storia della prima caccia ad un reale serial killer, ma anche perché narra di un percorso tortuoso che stravolge tutti i personaggi e scava all’interno del passato di ognuno di loro, portando a galla dolori, drammi e questioni irrisolte, legandoli indissolubilmente.

L’orrore credo sia dentro di noi, o per lo meno in me. Ci fa paura ma ci affascina. Non sempre siamo disposti ad accettare la nostra oscurità, i nostri pensieri orribili e malvagi. Il fatto che tutto questo ce lo teniamo dentro credo spieghi la fascinazione per l’horror.
Daniel Brühl

Per concludere, personalmente mi sento di consigliare questa serie a chi è affascinato dal romanzo storico, dal ritmo affascinante dei thriller e dalle trame non convenzionali, non banali. Non ci resta che aspettare l’uscita della seconda stagione per scoprire l’evoluzione di questi incredibili personaggi, pionieri della loro epoca e per questo spesso bistrattati.

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Web Designer con la passione per scrittura e fotografia. Da diversi anni in ambito marketing e comunicazione, si occupa di gestire interfacce web in ottica responsive.
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