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Ranking delle Università e il posizionamento di eCampus

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Oggi vorremmo parlarvi di ranking degli atenei, cercando di spiegare cosa sono, perché sono importanti, cosa c’è dietro, infine scoprire qual è il posizionamento di eCampus.

Ogni anno (ma anche 2 volte all’anno, come vedremo) diversi istituti internazionali pubblicano la classifica degli atenei del mondo, assegnando ad ognuno una specifica posizione (“rank”) sulla scorta di un punteggio (“score”) globale conseguito in base a precisi criteri, diversi per ogni istituto.

Perché viene fatto? Un posto al sole il più possibile vicino ai grandi del settore come Harvard, Oxford e Cambridge, tanto per citare qualche nome famoso, può portare -nel mercato globale nel quale ci troviamo- incrementi notevoli di iscrizioni (significa avere più fondi con le tasse e rette universitarie) e più chances nel founding research, soprattutto nel settore privato.

I ranking, come detto, vengono comunque considerati da studenti e genitori e determinati da società di consulenza e/o istituti universitari che però, talvolta, portano a risultati paradossali, in quanto non esenti da difetti strutturali, ovvero diventano «scalabili» con qualche trucco.
Vediamo di seguito i più famosi, non esagerando nei dettagli ma, spero, senza compromettere la comprensione delle ratio.

QS World University Rankings è una pubblicazione annuale delle classifiche universitarie di Quacquarelli Symonds (QS), azienda britannica specializzata nella formazione. Le università sono valutate in base alle seguenti sei metriche:

  • Reputazione accademica (40%)
  • Reputazione del datore di lavoro (10%)
  • Rapporto Docenti / Studenti (20%)
  • Citazioni per facoltà (20%)
  • N° Docenti internazionali per facoltà (5%)
  • N° studenti internazionali (5%)

L’Academic Ranking of World Universities (ARWU) è stato pubblicato per la prima volta nel Giugno 2003 dal Centro per le Università di Livello Mondiale, Graduate School of Education (ex Istituto di Istruzione Superiore) dell’Università Jiao Tong di Shanghai, Cina, ed è aggiornato annualmente. Le università sono valutate in base alle seguenti cinque metriche:

  • Numero di Alumni premiati (es. Nobel)
  • Numero di docenti premiati (es. Nobel)
  • Numero di ricercatori altamente citati
  • Numero complessivo di pubblicazioni sulla natura e sulla scienza
  • Numero di pubblicazioni SCIE e SSCI

L’Higher Education Evaluation and Accreditation Council of Taiwan (HEEACT) pubblica dal 2007, annualmente, la classifica delle 800 migliori università del mondo. Il sistema usa metodi bibliometrici per analizzare e classificare le prestazioni scientifiche, in termini di ricerca, secondo tre criteri:

  • produttività della ricerca (25%)
  • impatto della ricerca (35%)
  • eccellenza nella ricerca (40%)

Il Centrum voor Wetenschap en Technologische Studies (CWTS), presso l’Università di Leiden in Olanda, sulla scorta di una serie sofisticata di indicatori bibliometrici che forniscono statistiche sull’impatto scientifico delle università e sul coinvolgimento delle stesse nella collaborazione scientifica, redige annualmente una classifica internazionale degli atenei, essenzialmente basata sulle pubblicazioni nel database Web of Science prodotto da Clarivate Analytics.

Un complesso algoritmo, sulla scorta dell’appartenenza a particolari percentili del complesso della produzione scientifica pubblicata, determina la posizione in classifica (ranking) dell’università analizzata.

Infine, peraltro molto interessante, è descrivere il criterio alla base della classifica a cadenza semestrale Ranking Webometrics of World Universities (WR), che è un’iniziativa del Cybermetrics Lab, un gruppo di ricerca appartenente al Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC), il più grande ente pubblico di ricerca in Spagna e tra le prime organizzazioni di ricerca di base in Europa.

Gli indicatori sui quali si basa la classifica, ovviamente, sono esclusivamente web, assodato come la presenza accademica in tale ambito sia il modo più concreto e moderno per trasferire conoscenze scientifiche e culturali, generate dalle università, all’intera società mondiale.
Le università sono perciò valutate in base ai seguenti indicatori:

tabella-ranking-università

Il paragone delle metriche tra i rankings internazionali di cui abbiamo finora parlato (WR, ARWU, QS, HEEACT, CWTS) mette in evidenza come, soprattutto per gli atenei che si contendono le prime posizioni, l’unico che riesce a creare una classifica dove le distanze tra gli atenei -al mutare dei valori assunti dagli indicatori- è più definito, sia WR.

grafico-ranking-università

Un altro aspetto importante è che la natura webometrica di WR consente di classificare tutti gli istituti di alta formazione del mondo (più di 27.000), cosa molto complessa -se non impossibile- per gli altri quattro, che infatti si fermano ad alcune centinaia (poco più del 3% dell’esistente).

A questo punto sarete curiosi di conoscere il ranking WR della nostra università: n. 6440 nel mondo (su oltre 27.000), n. 75 tra le italiane (su 91 Atenei MIUR), dato aggiornato a Gennaio 2018. Ai primi posti, si alternano -nei vari semestri- i medesimi atenei che sono già primi nelle altre quattro classifiche, ulteriore segnale di affidabilità della stima WR.

Come si leggono questi numeri? Quali considerazioni si possono fare? A mio avviso, sono numeri straordinari.

Prima riflessione: siamo in crescita, a Luglio 2017 il ranking WR ci piazzava al posto n. 6446, sono curioso di leggere la classifica di Luglio 2018 (sarà pubblicata a breve).

Seconda riflessione: se enucleiamo dalla classifica solo le telematiche, siamo tra le prime in Italia e nel primo percentile nel mondo.

Terza riflessione: il nostro ateneo ha circa 10 anni di attività, nel panorama accademico internazionale potremmo definirci una start-up, con un corpo docente strutturato di età media molto giovane (media di 40 anni), contro un’età media molto più avanzata per gli atenei alti in classifica, che dunque hanno avuto tutto il tempo necessario per svolgere attività scientifica di qualità e di quantità, di partecipare a progetti internazionali pluriannuali, di realizzare prototipi e conseguenti brevetti, ecc.

In conclusione: se dunque la nostra organizzazione e la nostra produzione scientifica, in pochi anni, ci ha portato nell’attuale posizione, pensate dove potremo essere tra 5, 10 o più anni…

Ing. Riccardo Botteri
Docente eCampus

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