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Meno male che ci sono le istituzioni europee!

Parlamento-Europeo

Ho passato gran parte della mia vita a criticare l’Unione Europea. Perché non sfrutta fino in fondo le sue potenzialità a causa di un sistema istituzionale ancora incompleto e inadeguato. L’UE è una incompleta res publica europea ed è la miglior carta a nostra disposizione per difendere i nostri interessi e valori e provare a governare la globalizzazione. Come studioso e come cittadino ho quindi sempre propugnato la trasformazione dell’UE in una vera federazione. Ma mai come in questo periodo appare chiaro quanto siano utili le istituzioni europee, nonostante la loro incompletezza e quindi relativa debolezza.

Siete preoccupati perché Salvini minaccia dazi? Tranquilli, da un lato non è una competenza del ministero degli interni, dall’altro non è una competenza del Governo italiano! Perché la politica commerciale è una competenza esclusiva dell’UE. Così ci pensa Juncker a volare da Trump a disinnescare la guerra commerciale. Almeno per un po’, vista l’imprevedibilità di Trump. Di certo il Presidente della Commissione – ingiustamente attaccato dai sovranisti come ubriaco al vertice Nato, mentre semplicemente sofferente per un attacco di sciatica – è l’unico leader occidentale che negli ultimi tempi è riuscito ad avere un incontro con esiti chiaramente positivi con il Presidente americano.

Ritenete che tra i compiti delle istituzioni pubbliche vi sia anche di far pagare le tasse a tutti, ivi comprese le multi-nazionali, e sanzionare i loro comportamenti che abusano delle posizioni di monopolio? Siete preoccupati della deriva del governo tra condoni spacciati per “pace fiscale”, e la voglia di estendere la mano pubblica sull’economia attraverso la Cassa Depositi e Prestiti e altre politiche stataliste? Ci pensa la Commissaria Vestager a chiedere ad Apple di pagare 13 miliardi di tasse, o a multare google per 4,3 miliardi per abuso di posizione dominante.

Ritenete che per rilanciare l’economia servano investimenti e temete che le scelte del governo su TAV, TAP, Ilva, ecc. possano scoraggiare gli investitori? Per fortuna l’Italia risulta il 2° beneficiario del Piano Juncker di investimenti, che è gestito centralmente. Mentre le amministrazioni pubbliche italiane non riescono nemmeno a usare i fondi europei – altro che fare deficit per sostenere gli investimenti!

La situazione geopolitica intorno all’Europa è sempre più preoccupante e gli Stati europei per decenni sono stati incapaci di fare progressi nell’integrazione sulla difesa. Ma l’Alto Rappresentante e Vice-Presidente della Commissione Mogherini, contro tutte le aspettative, è riuscita a far creare il Fondo Europeo per la Difesa e a usarlo come incentivo finanziario per far partire la Cooperazione Strutturata Permanente sulla Difesa. Un primo passo, timido e insufficiente, ma fondamentale proprio perché il primo, che ha sdoganato l’utilizzo di uno strumento inserito nel Trattato di Lisbona e mai utilizzato in precedenza.

Temete che i modi un po’ bruschi di Salvini ci isolino dagli altri Paesi lasciandoci ancora più soli? Ci pensano Juncker e il commissario alle migrazioni Avramopoulos ad occuparsi della cabina di regia per coordinare gli sforzi sul fronte accoglienza e gestione dei migranti ed evitare problemi sempre maggiori.

Vi sembra che lo slancio riformatore di Macron non abbia trovato sponde adeguate in Germania e che l’UE sia sempre paralizzata dall’assurda e non democratica regola dell’unanimità? Ecco in soccorso la strategia di Juncker verso il Consiglio Europeo di Sibiu, nel cui quadro, secondo il Commissario Hahn, la Commissione proporrà il passaggio al voto a maggioranza qualificata su 40 competenze, a partire dal discorso sullo stato dell’Unione di Juncker il prossimo autunno. E con la Commissione da sempre a favore di una capacità fiscale e di prestito, gestita da un Ministro del Tesoro europeo, oltre che al completamento dell’unione bancaria.

Siete consapevoli dei rischi per l’Italia quando finirà il Quantitative Easing della Banca Centrale Europea che negli ultimi anni ci ha protetti dai mercati finanziari e temete che le promesse elettorali di Di Maio e Salvini ci portino alla bancarotta? Temo che la speranza meglio riposta sia nel Presidente della Repubblica da un alto, e nel fatto che la BCE continui a fare “whatever it takes” per preservare l’unione monetaria e la nostra partecipazione ad essa, cioè i nostri redditi e risparmi.

Siete preoccupati della deriva autoritaria in Polonia con il tentativo di mettere sotto il controllo dell’esecutivo tutto il potete giudiziario, e del fatto che gli Stati membri non diano seguito alla richiesta della Commissione di sanzionarla? Ci pensa la Corte di Giustizia dell’UE a stabilire, di fronte ad una richiesta di una Corte irlandese, che tale Corte può valutare se esiste ancora la possibilità di un giusto processo in Polonia e quindi procedere all’estradizione di un cittadino polacco a seguito di un mandato di arresto europeo o se rifiutarla, per la violazione dello stato di diritto in Polonia.

Siete infuriati con il deputato M5S che passa la vita in barca a vela e per la straordinaria inoperosità del Parlamento italiano in questa legislatura? Date un’occhiata al sito del Parlamento Europeo, al suo calendario di lavori, alle proposte legislative in discussione, ecc. e capirete in quali sedi davvero avvengono le decisioni legislative. E perché il Parlamento italiano può anche sonnecchiare.

Siete stupiti che una volta al governo i campioni della trasparenza non abbiano pubblicato sui siti istituzionali nemmeno i nomi dei loro staff? Date un’occhiata al sito della Commissione europea per capire che cos’è davvero la trasparenza, inclusi tutti gli incontri con lobbisti o persone portatori di interessi settoriali. Qualcosa di inimmaginabile in Italia, nonostante molti accusino l’UE di essere opaca e distante.

Avete seguito seppur vagamente il processo della Brexit e vi siete resi conti che si tratta di una incredibile follia che ha già portato il Regno Unito dall’essere uno dei Paesi europei che cresceva di più a quello che cresce di meno in assoluto, e a dover temere di fare scorte alimentari e di medicinali? Pensate cosa attenderebbe l’Italia fuori dall’Unione, o in un’UE de-strutturata come sogna Salvini.

E tutto questo senza che l’UE sia (ancora?) un sistema pienamente federale. Ma è già un sistema di governo multi-livello senza il quale sarebbe impossibile affrontare i grandi problemi e gestire il livello di interdipendenza che ormai esiste nella società e nel mercato europeo. E tutto ciò ci mostra in che direzione andrebbero le politiche di un governo federale, e di quanti maggiori benefici potremmo godere, se solo portassimo a compimento il processo di unificazione europea.

Roberto Castaldi
Docente eCampus su l’Espresso

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