SERIE TV

The Umbrella Academy: cercasi ritmo

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Recentemente si è parlato molto di The Umbrella Academy, serie tv prodotta da Netflix e uscita il 15 febbraio 2019. Scritta sotto forma di fumetto da Gabriel Bà e Gerard Way, membri del gruppo My Chemical Romance, è stata prodotta nel 2007 come serie limitata.

LA STORIA
Un eccentrico miliardario decide di adottare un gruppo di bambini nati in circostanze straordinarie. Anni dopo Spaceboy, Kraken, Voce, Medium, Numero 5, Violino Bianco e Horror sono a tutti gli effetti una famiglia disfunzionale di supereroi, i quali, dopo l’improvvisa morte del padre adottivo, si ritroveranno costretti a radunarsi, sopportarsi e scoprire segreti mai rivelati della propria infanzia.

Le recensioni sono entusiaste, tanto che nel giro di pochi giorni dalla release della prima stagione Netflix ha confermato la seconda stagione.

Personalmente, avendo sentito le reazioni di chi aveva già visto i primi episodi, mi aspettavo una serie avvincente, piena di colpi di scena interessanti e una struttura solida, accattivante.
Invece, dopo un inizio abbastanza lento, la serie comunque non ha decollato come mi aspettavo: i primi 3 episodi dovrebbero essere molto più convincenti dei successivi, per attirare l’attenzione e creare una sorta di fidelity con il pubblico. In realtà mi sono trovata di fronte a una struttura narrativa debole, a un gruppo di ragazzi che, per quanto notoriamente inconcludenti, non riescono davvero a combinare nulla, bivaccando tra divano, sostanze stupefacenti, dialoghi poco convincenti e giri per la casa accompagnati da flashback non così utili.

Un vero peccato, in realtà, dato che l’idea di per sé è molto bella, ma penso che a livello televisivo forse avrebbe dovuto essere sviluppata in modo diverso, mentre attualmente il filo narrativo è confusionario e ci si concentra troppo spesso su dettagli tralasciabili, oppure rilevanti ma non sviluppati abbastanza perchè lo spettatore ne capisca l’importanza.

In sostanza, ciò che manca in questa serie è il ritmo, un numero accettabile di avvenimenti che si sussegue tenendo incollato lo spettatore allo schermo fino alla puntata successiva. I colpi di scena non mancano, ma non sono così stravolgenti e accattivanti, nel senso che ogni cosa che accade viene spenta da una scena che si ripete spesso: i fratelli che si ritrovano nel salotto a discutere di ciò che sarebbe meglio fare senza poi farla davvero.

A prescindere da come è stata sviluppata la graphic novel, la serie tv penso avrebbe potuto essere resa meglio.
Questa naturalmente è solo un’opinione fra tante, vi consigliamo di vedere The Umbrella Academy per farvi la vostra idea in proposito.

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Web Designer con la passione per scrittura e fotografia. Da diversi anni in ambito marketing e comunicazione, si occupa di gestire interfacce web in ottica responsive.
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