I LAVORI DEL FUTURO

I 15 principali trend del mondo del lavoro

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Come abbiamo già visto in diverse occasioni, il mondo del lavoro sta mutando molto velocemente soprattutto grazie alla digitalizzazione. Tecnologie come l’intelligenza artificiale o la realtà virtuale giocheranno un ruolo sempre più importante nella nostra società e, ovviamente, saranno cruciali anche nella trasformazione del lavoro.

Il prof. Peter Wippermann insieme al business social network tedesco XING hanno evidenziato le 15 principali tendenze del mondo del lavoro del futuro, nel report in lingua tedesca “New Work Trendbook”.

1. Nuove carriere

Tra trasformazioni digitali, cambi demografici e nuovi modelli di business, inevitabilmente tra 15 anni i più giovani svolgeranno professioni che oggi n on esistono ancora. Un trend già in parte riscontrabile oggi con posizioni come quelle del programmatore o del social media manager, impossibili anche solo da immaginare fino ad un decennio fa. I nuovi lavori richiederanno perciò nuove competenze e qualifiche impossibili da prevedere al momento. Una fra tutte però sarà la caratteristica sempre più necessaria: la capacità di adattarsi al cambiamento.

2. Gig Economy & Smart Working

Ad una maggiore scelta dei propri compiti e dei propri orari di lavoro si affiancherà un modello economico più on demand. Il classico lavorativo schema 9-17 verrà sempre più superato, per lasciare spazio a lavori senza orari fissi e più freelance orientati al progetto.

3. Brain Recovery

Inevitabilmente se da un lato il lavoro manuale passerà sempre più alle macchine, dall’altro la digitalizzazione aumenterà esponenzialmente il carico lavorativo mentale delle persone. Diventeranno quindi sempre più essenziali l’igiene mentale e delle pause regolari. La settimana lavorativa ridotta a 4 giorni potrebbe persino diventare la norma.

4. Separazione tra vita e lavoro

Sempre più di frequente, negli ultimi anni, vita lavorativa e vita privata si sono mescolati, con la prima a portare via tempo prezioso alla seconda. Per le generazioni future, dovrebbe essere imprescindibile un cambio di rotta: meno stress, più vita. I datori di lavoro dovranno garantire più tempo libero senza comprometterne la qualità.

5. Silver Worker

Dato che la digitalizzazione tenderà a far scomparire tutte quelle professioni che richiedono l’utilizzo della forza fisica, saranno sempre più frequenti i “silver worker”, cioè quei lavoratori che nonostante l’età avanzata continueranno nel loro impiego finché la mente glielo consente. Molti continueranno nella propria professione anche dopo l’età pensionabile, raggiungendo i 70 anni come età media.

6. Robo Recruiting

Un’altra area che verrà fortemente sostenuta dall’intelligenza artificiale sarà quella delle Risorse Umane, nel processo di selezione. La ricerca del personale sarà più efficace anche tramite la selezione candidati idonei attraverso l’analisi vocale e colloqui telefonici automatizzati.

7. Cultural Fit

Quante volte sentiamo di candidati con tutte le carte in regola per una determinata posizione, ma che vengono puntualmente scartati? È ciò che accade alla gran parte dei candidati. Il motivo è semplice: i valori del candidato non corrispondono con quelli dell’azienda. Fra 15 anni questo fenomeno, il cosiddetto Cultural Fit, potrebbe diventare un criterio di selezione più importante persino delle competenze.

8. Diversity

Background culturale, età, invalidità fisiche, orientamento sessuale… Tante sono le diversità all’interno di un’azienda, che coinvolgono tanto i dipendenti quanto i clienti, i fornitori o gli investitori. Una diversità che negli anni a venire sarà data sempre di più per scontata e gestita con coerenza e accoglienza all’interno dell’azienda. La diversità non dovrà comunque mai essere considerata come criterio per la selezione dei candidati.

9. Coworking Places

Una realtà futura che però ha già iniziato a prendere piede e a dare i propri frutti: i dipendenti lavoreranno sempre di più in ambienti virtuali e molte forme di lavoro come il new work, i coworking space e l’home office diventanno sempre più comuni. Non a caso le aziende che già offrono questo tipo di possibilità sono considerate tra le più attrattive.

10. Self Management

La tradizionale gestione aziendale top-down verrà sostituita nel giro di qualche anno da strutture più flessibili: i dipendenti avranno una maggiore autonomia e più libertà d’azione all’interno dei team di lavoro, responsabilizzandosi notevolmente e archiviando le vecchie gerarchie e i supervisori.

11. Digital Education

Diventerà sempre più impellente una formazione di tipo digitale sia in azienda che nelle scuole e nelle università. Attualmente l’offerta formativa tradizionale non prepara alle sfide del domani, ma la formazione dei futuri lavoratori sul digitale sarà la chiave del mondo del lavoro che ci aspetta. Diventerà quindi indispensabile una vera e propria “Scuola Digitale”.

12. Workplace Wellbeing

Le necessità dell’uomo e il rispetto della salute avranno un peso sempre maggiore anche sul posto di lavoro: verranno creati uffici e strutture totalmente focalizzati sul benessere emotivo e mentale dei dipendenti. Saranno inoltre allestite aree specifiche e specialistiche in base al lavoro da svolgere.

13. Gender Equality

Purtroppo la battaglia per la parità dei sessi sul posto di lavoro non avrà fine nei prossimi 15 anni: con le attuali tendenze, i progressi compiuti fin qui non saranno comunque sufficienti a raggiungere l’uguaglianza nel prossimo futuro. La sfida per la parità sarà ancora un tema centrale a lungo.

14. Basic Income

Da anni si discute, anche in Italia negli ultimi anni, di un reddito di base per tutti. Se da un lato viene visto come uno strumento per la pace sociale e il riscatto delle classi meno abbienti, dall’altro c’è l’impossibilità da parte della maggior parte degli stati moderni di finanziare un provvedimento di questa portata a lungo termine e i rischi di opportunismo e mala fede.

15. Digital Ethics

Come si è detto, la tecnologia e il digitale determineranno moltissimo il modo in cui lavoreremo: dai robot quantistici alle blockchain, passando per il sempre crescente uso di intelligenza artificiale. L’apporto di tutto ciò nel mondo del lavoro sarà rivoluzionario, consentendo all’uomo di dedicarsi meno a compiti di fatica e ripetitivi. Inutile però dire che questo comporta anche la necessità di ripensare totalmente al rapporto uomo-macchina e di definire dei modelli organizzativi che risultino sostenibili.

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Dottore in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, laureato all’Università Statale di Milano con una tesi sull’editoria multimediale e la comunicazione online, è da diversi anni social media strategist, copywriter e autore per il Web, per la TV e per la radio.
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