#COVID19 L'ORA D'ARIA

L’amore del tempo di sé

di Irene Zampollo
Shipping Coordinator

Dover uscire, dover lavorare, dover cucinare, dover pulire, doversi tenere in forma, dover correre a destra e sinistra perché tutto cambia e tutto si muove.

La nostra vita nell’ultimo mese è cambiata ed è stata diversa da come eravamo stati abituati a sentirla. Ora dobbiamo stare isolati. Dobbiamo stare con noi stessi.

All’inizio la cosa mi terrorizzava, perché ero abituata ad essere sempre fuori casa e vivo da sola, quindi temevo il peso della solitudine, ma poi ho deciso, un po’ per caso, di prendere quanto di buono questa occasione poteva offrire. Ho avuto tempo per vivere meglio me stessa e (ri)scoprire…

…la solidarietà nel lavoro, tra fornitori e clienti, perché all’inizio eravamo tutti alla ricerca di camion, che erano bloccati alle frontiere;

… l’orgoglio per il mio lavoro. Trasportando alimentari ai supermercati, stavo dando da mangiare a qualcun altro, che poteva stare (si spera), al sicuro in casa;

…la musica. Che fa ballare da soli la notte, fa sognare, trasporta in una dimensione ovattata e separata dal mondo reale. Musica che ti salva, sull’orlo del precipizio;

…la tecnologia. In grado di farci sentire un amico vicino o metterci in contatto con gente lontana, magari mai vista, ma che è un buon diversivo per passare la serata;

…di essermi riconciliata con l’ex casa coniugale (ho sbagliato la scelta del marito, non quella della casa dove mi trovo);

…il piacere di sé: guardarsi allo specchio e scoprirsi attraenti ai propri occhi;

…il piacere di prendersi del tempo per sé: prendersi cura del proprio corpo, cucinare per se stessi, vestirsi bene… Ma non perché si deve uscire con qualcuno: siamo noi la nostra migliore compagnia e meritiamo quindi di essere presentabili per noi stessi, non sempre in tuta o in pigiama.

In realtà, a differenza degli altri, non mi sono mai fermata davvero molto, se non nel weekend. E senz’altro, la fortuna di non avere nessun contagiato tra le persone a cui voglio bene è la base su cui ho potuto costruire la mia esperienza. Sono convinta che quando li rivedrò mi commuoverò, perché alla fine sono le persone a rendere la nostra vita colorata.

Ma so anche che quando potremo uscire di nuovo, liberamente, potremo sentirci tutti più forti. Perché al di là di ogni aspettativa, sapremo di riuscire a stare da soli. E di poterci amare.

Contattaci
SHARE
RELATED POSTS
Salutare la morte ripensando il lutto
Tra reale e virtuale
Eracleonte da Gela e la filologia