Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ieri ha pubblicato i risultati di un’indagine nazionale che ha mappato le iniziative promosse dalle scuole secondarie di secondo grado per il contrasto alla violenza di genere per l’educazione alle relazioni.
Diffusione e tipologie di attività
All’indagine hanno partecipato 2.322 scuole statali, pari all’86,7% del totale delle scuole secondarie di secondo grado del Paese, e ha rilevato che quasi il 97% ha avviato attività specifiche per sensibilizzare al rispetto delle donne e per educare alle relazioni, distribuendo le attività fra percorsi curriculari (87,4%) ed extracurriculari (12,6%).
Tra le iniziative avviate si contano seminari formativi e laboratori interattivi, gruppi di discussione, campagne di sensibilizzazione e iniziative creative, evidenziando l’approccio multidisciplinare che ha coinvolto studenti e docenti durante l’anno scolastico.
Ci sono poi differenze regionali sia nella partecipazione che nella tipologia di attività. La regione con la percentuale più alta di attività curriculari è il Friuli Venezia Giulia (98,1%), seguito da Sardegna (93,1%) e Liguria (92,3%), mentre Marche e Sicilia hanno avviato più attività extracurriculari e laboratori rispetto alle altre regioni.
Impatto positivo delle iniziative
I risultati del monitoraggio, inoltre, mostrano un impatto positivo derivante dalle iniziative scolastiche. Nel 68,5% degli istituti coinvolti si è registrata una maggiore attenzione ai comportamenti relazionali, un uso più consapevole del linguaggio e una diminuzione di episodi di bullismo o violenza di genere.
Le regioni in cui si registrano le percentuali più alte di cambiamenti sono Campania (85,1%), Basilicata (81,5%), Sicilia (80,5%) e Puglia (80,3%).
“I percorsi educativi avviati in attuazione delle nuove Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica hanno contribuito a promuovere un ambiente scolastico più inclusivo, rispettoso e consapevole”, si legge nel comunicato del MIM, “confermando la scuola come un presidio educativo e culturale fondamentale nell’educazione al rispetto e alle relazioni e nel contrasto alla violenza sulle donne”.







