Cyberbullismo, il Parlamento europeo chiede di renderlo un reato penale in tutta Europa

da | Mag 5, 2026 | Attualità

Il cyberbullismo è un fenomeno diffusissimo e in crescita in tutta Europa. Secondo i dati del Parlamento europeo, un adolescente su sei dichiara di essere stato vittima di cyberbullismo, mentre uno su otto ammette di esserne stato responsabile.

Per questo il Parlamento ha approvato una risoluzione non vincolante per alzata di mano che potrebbe segnare un punto di svolta: l’Assemblea chiede alla Commissione europea di valutare l’introduzione del cyberbullismo come reato riconosciuto a livello continentale.

Misure di diritto penale

I deputati del Parlamento hanno espresso preoccupazione per l’aumento del fenomeno del cyberbullismo e degli abusi online basati su immagini o video, oltre all’attuale assenza di un quadro giuridico per individuare online materiale di abuso sessuale su minori.

Hanno invitato dunque la Commissione europea a valutare la necessità di introdurre una definizione comune e armonizzata a livello europeo per riconoscere il cyberbullismo come reato transfrontaliero.

La responsabilità delle piattaforme

Un altro punto sottolineato dai deputati è la responsabilità delle piattaforme online nella prevenzione e nel contrasto del fenomeno, chiedendo un’applicazione più rigorosa dell’articolo 28 del Digital Services Act (DSA) relativo alla protezione dei minori.

Sono stati inoltre criticati i sistemi di raccomandazione iper-personalizzati che, secondo il Parlamento, “promuovono l’odio e penalizzano contenuti meno divisivi”, e il crescente uso di AI per “fini abusivi” come deepfake e contenuti intimi non consensuali, ritenendo necessario vietare le cosiddette “nudifier apps”, misura attualmente in fasi di negoziazione con i governi UE.

Maggiore sostegno alle vittime

Infine, la risoluzione invita gli Stati membri a dare priorità alla prevenzione, all’educazione e alla sensibilizzazione rivolta a minori, genitori, insegnanti ed educatori, integrando il contrasto al cyberbullismo nelle strategie nazionali di salute mentale e garantendo una rapida attuazione della direttiva sui diritti delle vittime.

Il cyberbullismo rappresenta una minaccia crescente per la sicurezza e il benessere online di minori e giovani, con effetti gravi e duraturi sulle vittime. In risposta a questa situazione e alle richieste di intervento (il 92% dei cittadini UE chiede un’azione delle autorità), nel febbraio 2026 la Commissione ha presentato un piano d’azione contro il cyberbullismo.

Sebbene alcuni Stati membri (come l’Irlanda con la “Coco’s law”) abbiano introdotto norme specifiche, nell’UE persiste una frammentazione giuridica.