Dalla malattia alla laurea: il viaggio accademico e umano di Verona

da | Giu 26, 2026 | Studenti

Verona Toplanaj ha conseguito la laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche e, benché si tratti di una conquista notevole, c’è qualcosa di cui va ancora più orgogliosa: la sconfitta del cancro, contratto ad appena 18 anni. Da lei ci giunge una testimonianza di resilienza e forza d’animo, una potenziale ispirazione per chiunque abbia bisogno di tornare a credere nelle proprie risorse.

Verona, perché hai scelto Psicologia?

“Anni fa non avrei mai valutato questo percorso formativo. Anzi, mi sottovalutavo tanto da averlo escluso. Poi, durante la pandemia, mi fu diagnosticato un tumore alla gamba, perciò dovetti interrompere gli studi scolastici per dedicarmi alle cure. Fu un periodo pesante: in ospedale trascorsi molto tempo da sola, visto che i contatti con il mondo esterno venivano sospesi. Nemmeno il personale medico poteva garantire una presenza costante, in quella stanza che era diventata un’incubatrice del futuro che sognavo di vivere”.

Così, quando ti è venuto a mancare, ti sei accorta dell’importanza di un supporto psicologico?

“Esatto. Io, che a lungo avevo sognato di avere accanto qualcuno a cui poter rivelare: «Ho paura», scelsi di vestire io, per gli altri, i panni di quella persona. Da qui la scelta di Psicologia”.

Quanto ti è stato utile studiare a eCampus?

“Tantissimo. Mi ha garantito la flessibilità di cui avevo bisogno. Sapevo che, in una vita che era andata per conto proprio nei mesi precedenti, potevo almeno esercitare un controllo sugli studi e gestirli in conformità alle mie esigenze. In più c’era il lavoro, che riduceva ulteriormente il tempo a mia disposizione. Se non mi fossi rivolta a un’università telematica, sarebbe stato tutto più difficile. Inoltre, di eCampus apprezzo il fatto che non ti alleni alla competizione: niente test di ammissione, niente gare, nessun confronto con chi ce l’ha fatta lasciandoti indietro. Tutto questo è molto sano”.

C’è una materia che ti ha particolarmente appassionata?

“In particolare due: Neuropsicologia e Criminologia. Psicologia Generale, invece, mi ha dato filo da torcere, ma va bene così: nel complesso è stato un bel viaggio”.

Su cosa si è concentrata la tua tesi?

“L’intelligenza artificiale nell’ambito della psicologia sociale. Si è soffermata sul modo in cui, ai nostri giorni, l’IA sta modificando l’approccio degli insegnanti alla formazione”.

Ci sembra evidente che il tuo percorso a eCampus sia stato positivo ma, dovendo muovere una critica, quale sarebbe?

“Cambiare mediamente un tutor all’anno mi ha un attimo disorientata. Non è certo una consuetudine, bensì una sfortuna che è toccata a me, imprevedibilmente. Ma, alla luce dei tanti punti forti ravvisati nel vostro ateneo, vi perdono (ride). Devo aggiungere, però, che i tutor del primo e del terzo anno mi sono stati di grande supporto. Per qualsiasi problema, organizzativo o motivazionale che fosse, ci sono sempre stati”.

Che periodo è per te?

“Sono contenta di aver saldato il conto con le mie aspettative: seppur debilitata dalle cure, non mi sono trincerata dietro nessuna scusa per aggirare le mie responsabilità. Ho affrontato malattia, lavoro, trasferimento all’estero e studio, tutto assieme. Se mi guardo indietro, mi ritengo fiera”.

E se guardi avanti?

“Sto valutando di intraprendere un master o una laurea magistrale. Dopodiché, qui a Zurigo, dove vivo adesso, conto di avviare una professione coerente con la mia laurea. I sogni si avverano, me l’ha insegnato la vita”.

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