Il bello e il brutto in mostra alle Gallerie d’Italia di Milano

da | Lug 20, 2026 | Attualità

Qual era il rapporto tra il bello e il brutto tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento? E come si è evoluto? È ciò che indaga la mostra Bellezza e Bruttezza. Ideale, reale, caricaturale nel Rinascimento, visitabile alle Gallerie d’Italia di Milano fino al 18 ottobre 2026.

Curata da Chiara Rabbi Bernard con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli, l’esposizione ospita oltre cento opere tra cui alcune di grandi maestri come Botticelli, Michelangelo, Tiziano e Dürer per esplorare come i canoni legati al brutto e il bello si siano evoluti nel contesto rinascimentale.

Dall’ideale classico all’artificio rinascimentale

Tema centrale della mostra è l’evoluzione della Bellezza e della Bruttezza durante il periodo rinascimentale, in particolare quello italiano, fiammingo e nord europeo, due facce della stessa medaglia che ancora oggi affascinano e che sono oggetto di studio e riflessione.

Nel primo Rinascimento il bello è ancora legato ai canoni matematici dell’ideale classico, e il brutto emerge come deviazione del modello, spesso associato a una rappresentazione realistica della vera Natura. Ma nel corso del Rinascimento, questo equilibrio si trasforma radicalmente: l’Arte si scosta a mano a mano dai canoni e dalla mimesi naturale, e l’Artificio diventa uno strumento creativo autonomo, grazie al quale gli artisti possono modificare, trasformare, correggere o deformare la Natura, aprendo le porte a nuove forme di Bellezza e Bruttezza.

Il percorso espositivo

La mostra si apre con una sezione dedicata alle radici classiche di questi due concetti. Nel XV secolo, gli artisti seguono ancora il modello antico in cui la bellezza è armonia tra le parti basata su proporzioni precise, mentre la bruttezza è ciò che si allontana da queste regole avvicinandosi alla realtà naturale. Questa concezione cambia con la riscoperta della Domus Aurea, la villa urbana costruita da Nerone, aprendo la strada ad una nuova idea di bruttezza, legata alla dimensione del fantastico e del grottesco.

L’esposizione poi affronta i grandi temi della ritrattistica rinascimentale, come la bellezza femminile e il ritratto realistico, mettendo a confronto canoni ideali e rappresentazioni fedeli al vero. Tra le opere spiccano la leggendaria Simonetta Vespucci, che pare sia stata la modella per diverse opere di Botticelli tra cui la Venere, e il celebre ritratto del Nano Morgante, due esempi di come l’arte rinascimentale abbia saputo dare dignità sia all’ideale che alla sua eccezione. Il percorso include anche degli studi anatomici di Leonardo Da Vinci, che disegnò volti deformati con lo stesso interesse scientifico con cui studiava il volo degli uccelli o i fenomeni naturali.

A chiudere la mostra è il ritorno ideale all’unità tra i due concetti, con la bellezza e bruttezza che si ritrovano simbolicamente insieme con il tema delle coppie mal assortite, approccio affrontato tra gli altri anche da Leonardo e particolarmente esplorato nel nord Europa. Giovani donne belle contrapposte a uomini vecchi e brutti o viceversa che, nella loro bellezza e bruttezza, si esaltano a vicenda.

Bellezza e Bruttezza. Idea, reale, caricaturale nel Rinascimento è aperta al pubblico fino al 18 ottobre 2026 presso le Gallerie d’Italia di Milano.