Leonardo Fiorentini è professore ordinario di Letteratura Greca e coordinatore dei corsi di studio in Letteratura, Arte, Musica e Spettacolo (L10), Letteratura, Lingua e Cultura Italiana (LM14) e Design e Discipline della Moda (L3). Fa parte del Presidio della Qualità d’Ateneo e del Consiglio di Dipartimento DiSUS. Ma, al di qua e al di là di vesti e ruoli accademici, il prof. Fiorentini è un appassionato e rigoroso filologo antichista, che ha già dato contributi scientifici molto rilevanti, in particolare per lo studio del teatro comico greco del V secolo a.C. – Aristofane, ma anche frammenti comici non aristofanei. Un teatro in versi, quindi tecnicamente poetico e metricamente codificato. In questo dialogo ci fa comprendere in modo profondo, a tratti icastico, perché una disciplina ritenuta ormai elitaria o addirittura trattata alla stregua di un hobby resti socialmente e culturalmente imprescindibile – e che cosa può motivare a praticarla sul piano personale.
Entreremo nel dettaglio delle sue ricerche, scoprendo l’importanza degli apparati scoliastici per provare a cogliere stadi del testo più antichi di quelli che ci risultano dagli stessi testimoni superstiti. Toccheremo il problema specifico delle didascalie come interfaccia decisiva tra testualità e performatività del teatro. Mediteremo sul fatto che lo studio dell’antico può aiutare ad aprirci la mente proprio in relazione alle differenze, varietà, diversità, eterogeneità che lo caratterizzano nelle forme dell’esistenza, della società, della cultura, della politica: prezioso strumento di comprensione delle stesse diversità odierne.
Scopriremo inattese prospettive sull’arte del turpiloquio e dell’insulto, grazie a un’accattivante impresa di edizione critica di un bizzarro repertorio di parolacce e offese ad opera di Svetonio, lavoro che illumina il versante giambico e aggressivo della lunghissima tradizione poetica antica.
La filologia ci apparirà come postura etica nei confronti della conoscenza e della comunicazione umana, una forma mentis che ci invita a un approccio lento, umile e rigoroso tanto verso il passato quanto verso il presente-futuro: preso tra la fascinazione del capire di più e il riconoscimento di non capire fino in fondo.
Per approfondire, ecco i riferimenti ad alcune delle più recenti pubblicazioni di Leonardo Fiorentini:
Cratino. Seriphioi-Horai (frr. 218-298), Vandenhoeck & Ruprecht, Göttingen 2022.
Note sulla tradizione del cosiddetto Περὶ βλασφημιῶν di Suetonio, in “Eikasmós”, n. 36, pp. 165-194.
Osservazioni sul kommation delle Nuvole di Aristofane (Ar., Nu., 516), in “RCCM” n. 56/2, pp. 397-407.
Potete leggerlo inoltre in libero accesso su:
https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/Mare_nostro






