Presso eCampus, Denis Marcon ha conseguito la laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione. Non ha mai esitato: era questo il percorso di studi più adatto alle sue aspirazioni. I desideri di Denis, però, non si esauriscono qui: ne ha molti altri nella lista e ha accettato di condividerli con noi.
«Sogno di diventare educatore, idealmente in Giappone, dove mi piacerebbe fondare una mia comunità. La immagino come un punto di riferimento per i ragazzi abbandonati dalle famiglie per ragioni culturali. È un progetto ambizioso, sul quale avrei voluto presentare la tesi. Poi le cose sono andate diversamente»
Com’è nato questo desiderio?
«L’ho sempre avuto, ma un episodio lo ha reso ancora più tenace: durante il tirocinio presso una cooperativa sociale ho conosciuto un ragazzo che mi ha raccontato del suo passato difficile. È cresciuto in una famiglia povera, che non riusciva a rispondere ai suoi bisogni. In quel momento ho sentito, più forte che mai, l’istinto di aiutare chi ha alle spalle esperienze di vita come la sua»
Un ulteriore incentivo a completare gli studi, immagino…
«Assolutamente sì. La motivazione non mi mancava, ma la storia di Davide, è così che si chiama quel ragazzo, oltre a incentivarmi negli studi che stavo conducendo, mi spinge oggi a pensare di proseguire con una laurea magistrale»
Sai già in cosa?
«Sono indeciso tra Pedagogia e Scienze Umane e Pedagogista della Marginalità e della Disabilità. Penso che alla fine opterò per quest’ultimo percorso»
Su cosa si è concentrata la tua tesi?
«Sulla comunicazione in generale, che, tra le altre cose, può essere influenzata dalle differenze culturali»
Ti sei interfacciato con gli altri studenti?
«La volontà c’era. Avevo scaricato tutte le applicazioni necessarie per creare una rete, ma poi ho un po’ trascurato la dimensione della socialità, ahimè. Più che altro perché, tra studio e lavoro, ero molto assorbito. Inoltre seguo un corso di giapponese che, insieme a tutto il resto, mi sottrae altro tempo»
Se le tue aspirazioni dovessero rivelarsi troppo ambiziose, hai già un piano B?
«Sì: raggiungere un livello madrelingua di giapponese e fare l’interprete. Oppure, perché no, insegnare»
Che bilancio trai della tua esperienza a eCampus?
«Raggiungere il traguardo della laurea mi sembrava un’impresa, ma eCampus l’ha reso possibile. I ritmi di un’università statale, tra lezioni in presenza e tutto il resto, non fanno per me: rischiavano di diventare un grosso limite. Ho bisogno di gestire in autonomia i tempi dello studio. So già che, per un eventuale master, sceglierei ancora voi»
Ancora oggi sulle università telematiche vige una sorta di pregiudizio, secondo cui sarebbe facile conseguire la laurea. Ti risulta?
«Assolutamente no. Il concetto di “facilità” riguarda solo il fatto che qui tutto è più accessibile: dalla burocrazia alla gestione degli studi. Laurearsi è di per sé un grande impegno, perché complicarlo con una logistica stremante? Io sono affetto da dislessia, un disturbo dell’apprendimento che, in determinate condizioni, avrebbe potuto sabotare i miei studi. Se non è successo è anche grazie a eCampus, che si adatta alle esigenze dello studente, e non viceversa»
La dislessia ti è stata molto d’ostacolo?
«In alcuni frangenti sì. A un certo punto ho acquisito un metodo di apprendimento basato sulle associazioni, che è stato determinante. Funziona più o meno così: in relazione all’argomento, mi costruisco una storia nella testa, una sorta di sceneggiatura mentale che mi permette di tenere insieme concetti e passaggi. Questa laurea, oltre ad attestare il raggiungimento di determinate competenze, mi piace pensare che ribadisca la mia capacità di non perdermi d’animo»







