Studiare all’estero: l’esperienza Erasmus di Niccolò in Francia

da | Mar 11, 2026 | Studenti

Presso eCampus, Niccolò sta frequentando il corso di laurea magistrale in Lingue e Letterature Moderne. Nel 2024 ha realizzato un sogno che coltivava sin dall’inizio del suo percorso universitario: partecipare al programma Erasmus. La destinazione, per lui, è stata da subito chiara: la Francia. Ha frequentato l’Università di Versailles, a poca distanza da Parigi. Il resto ce lo racconta lui.

Nicolò, quale percorso di studi hai seguito durante il tuo soggiorno Erasmus?

“Ho frequentato corsi di lingua inglese e francese. È stato molto stimolante entrare in contatto con studenti provenienti da diverse parti del mondo e instaurare con loro un confronto costruttivo. Anche dal punto di vista didattico, questi scambi si sono rivelati estremamente arricchenti”.

Dal punto di vista burocratico-organizzativo, hai incontrato difficoltà nel presentare la domanda?

“Sì, soprattutto durante la compilazione del Learning Agreement. Non è stato semplice individuare esami del piano di studi italiano che corrispondessero a quelli offerti dall’università francese. In questo senso è stato fondamentale il supporto del coordinatore Erasmus, il prof. Pigozzo, che mi ha aiutato a orientarmi nella scelta”.

Hai notato differenze tra il metodo di insegnamento italiano e quello francese?

“In parte sì. Nel sistema italiano l’interazione avviene più spesso tra docente e singolo studente, secondo un’impostazione piuttosto tradizionale. In Francia, invece, viene data molta importanza al lavoro di gruppo: spesso i progetti si concludono con presentazioni collettive, valutate con un unico voto condiviso”.

Consiglieresti l’esperienza Erasmus ad altri studenti?

“Assolutamente sì. Non è solo un’opportunità di crescita accademica, ma anche un’esperienza molto significativa dal punto di vista personale”.

Quali sono, secondo te, i principali punti di forza e le possibili criticità di questa esperienza?

“Tra i punti di forza metterei sicuramente la possibilità di creare una rete di contatti internazionali. Per quanto riguarda le criticità, i primi giorni in un Paese straniero possono risultare un po’ destabilizzanti. Tuttavia si tratta di un disorientamento temporaneo, superarlo contribuisce alla crescita personale. Una volta sconfitta l’ansia iniziale, tutto diventa più semplice”.

Come sei riuscito a superare quei momenti di difficoltà?

“A distanza mi è stata di grande supporto la mia famiglia. Sul posto, invece, è stato fondamentale il confronto con gli altri studenti Erasmus, che nel tempo sono diventati veri amici. Ancora oggi restiamo in contatto”.

È vero, come si dice spesso, che l’Erasmus favorisce il binomio studio–svago?

“Nel mio caso sì. Accanto a uno studio serio e produttivo, ho avuto la possibilità di dedicare del tempo anche ad attività extracurriculari e alla scoperta del territorio”.

Per quanto riguarda il tirocinio, hai già avuto modo di svolgerlo?

“Non ancora, ma ho presentato domanda. Sono stato selezionato da una scuola di lingue in Turchia come insegnante di italiano”.

Cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?

“Sono aperto a ogni possibile sviluppo, anche all’eventualità di intraprendere un percorso lavorativo all’estero, purché offra adeguate condizioni economiche e la possibilità di lavorare in un ambiente sereno e inclusivo. In ogni caso partirò con grande entusiasmo e con molte aspettative”.