Osservare i palloncini che si elevano nel cielo terso è una delle immagini più romantiche che esistano. Ma qual è il destino di queste sfere colorate che, a chi le osserva da terra, sembrano dirette in paradiso? In realtà, il loro tragitto è molto più breve, ma comunque notevole. Si stima che raggiungano altitudini superiori ai 10 km, percorrendo fino a 3.000 km in circa 24 ore, a condizione che il meteo sia favorevole. In caso contrario, il volo si riduce a una durata compresa tra le 2 e le 5 ore, con destinazione finale il mare, almeno nel 70% dei casi.
Impatto ambientale e studi scientifici
A confermarlo è uno studio australiano che, oltre a interrogarsi sulla “vita segreta” dei palloncini nell’atmosfera, si è soffermato sulle implicazioni della loro permanenza nell’ambiente. Implicazioni tutt’altro che trascurabili, a quanto pare.
Pubblicata su Scientific Reports, l’indagine ha analizzato 1.733 carcasse di uccelli, rilevando che 557 avevano ingerito rifiuti di origine umana. Sebbene i palloncini rappresentassero solo il 5% dei materiali trovati, sarebbero responsabili di circa il 40% dei decessi. I ricercatori hanno quindi stimato che, una volta ingeriti, risultano fino a 32 volte più letali rispetto alla plastica rigida tradizionale.
Pericoli per la fauna marina
A sconfortare è anche un altro studio sull’argomento, da cui è emerso che i frammenti di palloncini costituiscono l’80% dei rifiuti di gomma morbida trovati all’interno dello stomaco delle tartarughe marine. La plastica morbida viene facilmente confusa con il cibo e può provocare soffocamento, blocco intestinale e, di conseguenza, la morte dell’animale.
Rischi per la salute umana
Nemmeno l’essere umano può considerarsi al sicuro da tutto questo: il rilascio di microplastiche al momento dello scoppio di un palloncino può portare queste particelle negli organismi marini e, quindi, indirettamente nel nostro corpo, rappresentando un potenziale rischio per la salute.
Il caso emblematico di Cleveland
Un esempio lampante di quanto liberare palloncini nell’aria sia sconveniente si ebbe nel 1986 a Cleveland, in Ohio. Il 27 settembre di quell’anno, in occasione di un evento di beneficenza, venne rilasciato nell’atmosfera un milione e mezzo di palloncini gonfiati a elio per entrare nel Guinness dei Primati. Non solo si verificò un danno ambientale, ma ci furono anche vittime: Bernard Sulzer e Raymond Broderick, due pescatori dispersi nel lago Erie, non furono individuati in tempo dai soccorsi a causa dei palloncini depositati sulla superficie dell’acqua.
Conclusioni e alternative sostenibili
A conti fatti, il gioco non vale la candela: sarebbe preferibile astenersi dall’utilizzo dei palloncini e sostituirli, nelle occasioni speciali, con qualcosa di altrettanto scenografico ma di minore impatto ambientale. Se proprio rinunciarvi risulta difficile, gli esperti consigliano almeno di gonfiarli con aria anziché con elio, così da evitare che possano disperdersi nell’ambiente.







