In qualsiasi industria manifatturiera come nei servizi, la qualità è il principio che orienta tutte le fasi del progetto. È qui che si inserisce la figura del Quality manager, il professionista che presidia i sistemi di gestione della qualità, gestisce la conformità agli standard normativi e accompagna le aziende in percorsi di miglioramento continuo.
Il Quality manager possiede una combinazione di competenze tecniche, organizzative e relazionali, oltre che una solida formazione universitaria. Vediamo dunque nel dettaglio chi è il Quality manager, le competenze, gli stipendi medi e le lauree più indicate per diventarlo.
Chi è e cosa fa il Quality manager
Anche noto come Responsabile della Qualità, il Quality manager è la figura che presidia il Sistema di Gestione della Qualità (SGQ) aziendale. Tra le sue responsabilità c’è la definizione delle procedure operative, il coordinamento di audit interni ed esterni, la gestione delle non conformità e le azioni correttive e preventive, nonché la gestione e la garanzia della conformità dell’azienda agli standard normativi del settore.
Oltre a questo, il Quality manager analizza sistematicamente i processi produttivi ed organizzativi al fine di prevenire gli errori prima che si manifestino e di consolidare una cultura della qualità condivisa a tutti i livelli aziendali.
Per via delle sue competenze trasversali, è una figura richiesta in diversi settori produttivi e dei servizi. Solo per citarne alcuni, il Quality manager può operare nell’industria manifatturiera, nell’automotive, nel farmaceutico e nei dispositivi medici, nell’agroalimentare, nell’energia e negli impianti, oltre che nella Pubblica Amministrazione.
Competenze e stipendi
Sul piano delle competenze tecniche, il Quality manager deve conoscere in profondità le normative ISO applicabili al settore in cui opera, gli strumenti statistici per il controllo di processo e le metodologie di miglioramento continuo. Oltre a ciò, si aggiungono competenze di analisi dei dati, project management e familiarità con i diversi sistemi informativi aziendali.
Per quanto riguarda le soft skill, un responsabile della qualità deve avere capacità di leadership e di gestione dei team, spiccate doti comunicative per poter dialogare con reparti diversi e con enti esterni, attenzione ai dettagli, rigore metodologico e capacità di problem solving. Non può mancare la capacità di negoziazione per gestire clienti, enti e fornitori, oltre che una solida conoscenza dell’inglese, indispensabile soprattutto per le posizioni di livello medio-alto e per lavorare nelle aziende che operano su filiere internazionali o che appartengono a gruppi multinazionali.
In Italia, lo stipendio medio si attesta tra i 43.000 e i 60.000 euro annuali lordi. Il salario varia sensibilmente in base all’esperienza, settore e area geografica: profili con 4-8 anni di esperienza guadagnano intorno ai 50.700 euro annui, mentre i profili senior come quello di Quality Director possono arrivare anche oltre i 100.000 euro annuali lordi.
Come diventare Quality manager con le lauree dell’Università eCampus
Se desideri diventare Quality manager o aggiornare le tue competenza, la laurea triennale in Ingegneria Industriale – Indirizzo Gestionale (L-9) dell’Università eCampus unisce le competenze tecniche dell’ingegneria industriale a quelle economiche e gestionali. Il corso forma professionisti capaci di analizzare, progettare, pianificare e gestire processi industriali e logistici, con competenze specifiche in supply chain management, controllo di gestione e qualità, e con strumenti per ottimizzare i processi produttivi anche in relazione al consumo energetico e alle politiche di decarbonizzazione. Per visualizzare il piano di studi completo visita questa pagina.
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