Quando ci si riferisce agli artisti nostrani, il pensiero va subito ai grandi maestri del passato, da Leonardo a Michelangelo. Ma che dire delle grandi menti contemporanee, capaci di lasciare un’impronta indelebile nella nostra cultura e nell’immaginario collettivo? Una di queste è senz’altro Bruno Munari (1907-1998), artista, designer e scrittore italiano tra i più poliedrici del Novecento.
Eppure, una cosa con il grande Leonardo la condivideva per davvero: un’insaziabile curiosità. È la stessa attitudine che lo ha portato a rivoluzionare il mondo dell’editoria e della didattica per bambini, inventando laboratori tattili e libri-giocattolo basati sul celebre principio del “fare per capire”.
Le origini, il Futurismo e le invenzioni artistiche
Nasce a Milano nel 1907 e trascorre l’infanzia a Badia Polesine. Nel 1925 torna nel capoluogo lombardo per lavorare come grafico e artista, muovendo i primi passi nell’ambito del Secondo Futurismo.
Tra le sue tante intuizioni visive e concettuali, oggi si perpetuano nella memoria collettiva soprattutto due rivoluzioni formali:
- Le “macchine inutili”: sculture sospese realizzate con materiali semplici e leggeri, progettate per liberare l’arte dalla staticità tradizionale.
- I libri illeggibili: volumi in cui il racconto non è affidato al testo scritto, ma all’esperienza tattile e visiva fornita dai materiali, dalle carte colorate, dai tagli e dai buchi.
È proprio nella semplicità e nell’essenzialità di queste creazioni che risiede la filosofia profonda di Munari, sinteticamente racchiusa in una delle sue citazioni più famose: “Complicare è facile, semplificare è difficile”.
Il metodo Munari: la rivoluzione della pedagogia e del gioco
È mettendo le proprie competenze progettuali al servizio della pedagogia che Munari ha occasione di distinguersi in modo unico nel panorama internazionale.
Secondo la sua visione, il bambino non deve essere indottrinato o guidato verso un risultato estetico prestabilito, ma messo nelle condizioni di esplorare autonomamente. Per l’artista milanese, infatti, il processo di scoperta e la sperimentazione diretta dei materiali sono ancora più importanti dell’insegnamento nozionistico tradizionale.
L’eredità ideale: la creatività come processo logico
Scomparso a Milano nel 1998, Munari ha lasciato un’eredità ideale del tutto inconsueta per un artista. Ha insegnato che il binomio genio e sregolatezza è un mito da sfatare più che una verità incontrovertibile: per lui, infatti, la creatività non è mai improvvisazione sregolata, ma un vero e proprio processo logico basato sulla conoscenza approfondita dei materiali, delle tecniche e delle regole.
Costruisci il tuo futuro con i percorsi di laurea eCampus
Se la vita e il metodo di Bruno Munari ti inspirano e sogni di operare nel mondo del progetto visuale o dell’educazione, l’offerta formativa dell’Università eCampus comprende percorsi accademici pensati per sviluppare queste competenze:
- Laurea Triennale in Design e Discipline della Moda (L-3): è il corso più affine all’anima progettuale dell’artista milanese. Approfondisce la storia dell’arte contemporanea, il disegno e la modellazione, fornendo la metodologia ideale per passare dall’idea al prodotto senza perdere la dimensione creativa ed estetica.
- Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85): rispecchia i principi del “Metodo Munari” e la sua rivoluzione didattica. È il percorso ideale per chi desidera studiare e progettare i processi di apprendimento attraverso la stimolazione della creatività, l’uso dei linguaggi visivi e dei media.
Se desideri ricevere maggiori informazioni su questi corsi di laurea o richiedere una consulenza gratuita, compila il form qui sotto.







