È un classico: ti siedi alla scrivania per studiare da solo e di fronte ti si presentano puntuali tre grandi nemici: scarsa concentrazione, demotivazione e procrastinazione. Con il metodo giusto si possono sconfiggere tutti e tre, ma oggi ci concentreremo sul più insidioso, quello che — con la promessa che domani ne avremo più voglia — ci fa rimandare al giorno dopo: scopriamo come mettere al tappeto la procrastinazione.
Perché Procrastiniamo? I Tre Trappoloni dello Studio Autonomo
Per combattere un mostro bisogna prima conoscerlo, altrimenti diventa una lotta impari. In che modo la procrastinazione si fa largo? Semplice: è facile cadere nel suo trappolone in assenza di orari fissi. Ad esempio, hai stabilito che studierai nel pomeriggio, tuttavia non c’è una scadenza vera e propria che sancisca l’inizio e la fine della tua sessione. Non è una lezione all’università, per intenderci. Con questi presupposti, la tentazione di rimandare al giorno dopo è sempre in agguato.
Nello studio, l’autogestione è un’arma a doppio taglio: da una parte ti dà conforto, dall’altra ti sabota. E che dire della trappola del perfezionismo che, detta così, sembra preludere a risultati lodevoli? Insomma, tendendo alla perfezione, il risultato sarà superlativo… Nulla di più ingannevole! Infatti, l’ansia di non riuscire a preparare l’esame coi sette crismi spinge all’attesa del momento propizio per cominciare. Spoiler: non arriverà mai! A costo di costringerti, mettiti all’opera: il timore di fallire svanisce in corso d’opera. Se non succede, accetta di conviverci anziché permettergli di tenerti fermo.
E poi c’è il blocco da sovrappeso cognitivo: chi di noi, di fronte a una mole di lavoro che pareva gravare sulla mente come piombo, non si è sentito scoraggiato, talvolta rinunciando in partenza a rimboccarsi le maniche? Sicuramente, tra tutti i casi illustrati, avrete riconosciuto la vostra esperienza. Ottimo! Perché questo ci permette di passare allo step successivo, il più importante: le soluzioni.
5 Strategie Pratiche per Sconfiggere la Procrastinazione
Attraverse piccole strategie, ma dall’insospettato potere, è possibile mettere il turbo negli studi:
- La regola dei 5 minuti: Ne abbiamo accennato prima… Quando manca la voglia di studiare, prova a vincerla per soli cinque minuti. Se essa tiene duro, autorizzati pure a rimandare. Raramente succede che, una volta messi sui libri, non prevalga il senso del dovere.
- La tecnica del Pomodoro: Alterna 25 minuti di studio intensivo a 5 minuti di pausa. L’aspettativa di un intervallo a stretto giro aiuta a mantenere alta la concentrazione.
- Applica il Digital Detox: Lo smartphone non va semplicemente messo da parte, bensì esiliato in un’altra stanza. Altrimenti, la tentazione di sbirciare lo schermo o di farsi distrarre dalla prima notifica diventa troppo forte. Meglio essere radicali.
- Affidati al Time Blocking: Non basta ripromettersi “oggi studio”. Occorre fissare un orario inderogabile. In questo modo si richiama la mente al rigore, che è indispensabile quando ci si autogestisce.
- Studia in compagnia: Condividere l’apprendimento con un compagno di corso può essere l’approccio ideale per mettere ordine in orari sballati e nel metodo di studio. Se ti incastri con le esigenze di qualcun altro, diventa più difficile imboccare scorciatoie facili.
Accettare l’Infallibilità per Ripartire
Da soli, questi approcci potrebbero rivelarsi risolutivi, ma è necessario sperimentarli dopo aver accettato una realtà incontrovertibile: nessuno è infallibile. Ci saranno giorni in cui l’idea di studiare dovrà superare livelli difficilissimi, come in un videogioco. Ognuno di essi ha un nome familiare: ansia, pigrizia, irrequietezza.
Non devi colpevolizzarti se, nonostante i tentativi, cadi steso. Perdi con stile, rivolgendo a te stesso la promessa che la prossima volta trionferai. Però rispettala!







