I LAVORI DEL FUTURO

Previsione dei Fabbisogni Occupazionali in Italia a medio termine

Orientarsi nella scelta dell’università da intraprendere richiede una conoscenza precisa delle linee di tendenza che riguardano le professioni e le aree di mercato in espansione. Le prospettive di lavoro subiscono sempre più un aggiornamento accelerato per quanto riguarda prospettive di reddito e occupazionali.

Quali sono le lauree e i lavori del futuro che vedranno aumentare l’offerta? Il tema è stato affrontato nel rapporto di Previsione dei Fabbisogni Occupazionali in Italia a medio termine (2018-2022) di Unioncamere e ANPAL, a cura del progetto Wollybi. Si tratta dei risultati di un’analisi delle offerte di lavoro in Rete a partire dal 2014 e fino al 2017, che evidenzia una crescita marcata soprattutto del mercato IT, che totalizza un +280% nel triennio esaminato. Data Analyst, Data Scientist, Social Media Marketing, Cyber Security Manager, Business Intelligence Analyst: professioni ad alto tasso tecnologico, che hanno trasformato l’orizzonte delle professioni nel passaggio a una digitalizzazione forte del mondo lavorativo.

Il rapporto evidenzia che la formazione rimane il momento qualificativo indispensabile per accedere a specializzazioni richieste con sempre maggiore urgenza dal mercato e con conseguenze immaginabili dal punto di vista del reddito. La laurea si conferma il momento fondamentale per accedere a stipendi e fatturati più elevati.

Le stime del report chiariscono che è necessario comprendere quali settori subiranno un’incipiente automazione, con la conseguenza di un taglio progressivo delle risorse umane, a fronte di un’intensificazione dell’utilizzo di algoritmi e macchine, che entro il 2033 dovrebbe risultare ubiquitario, a parte l’ambito educativo e quello sanitario.

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La previsione del rapporto di Wollybi evidenzia che l’espansione della richiesta di lavoro specializzato riguerderà anzitutto e-commerce, analisi dei big data, protezione dei dati, scienze ambientali, professioni legate alla sostenibilità, alla riabilitazione e all’area welfare.

Nel triennio 2016-2018 cresce la richiesta di figure a specializzazione IT e ICT: aumenta del 2% l’anno, cioè il quadruplo dell’incremento occupazionale medio, che si assesta allo 0.5%. Il flusso professionale che verrà assorbito conta circa 71mila unità, di cui due terzi diplomati e un terzo laureati.

Nello specifico, in ambito amministrazione, commerciale e marketing la richiesta punta su figure applicate ai social network, al SEO copywriting, alla produzione e gestione di blog e siti corporate. Nel campo della progettazione, a trainare la richiesta è la produzione automatica e logistica, più che connettività e cybersecurity. Quanto ai sistemi informativi, le competenze più ricercate sono attinenti alla data analysis.

Oltre l’IT, il rapporto previsionale curato da Wallybi struttura la richiesta di lavoro per laureati secondo le tradizionali aree specialistiche. Nel quadriennio 2018-22, si stima che in Italia verrà espresso un fabbisogno di laureati pari a 778mila soggetti. La composizione della richiesta indica l’orientamento tematico alle lauree più quotate nel periodo in oggetto. Il 25% della richiesta riguarderà professioni in ambito economico e sociale, con circa 190mila unità, mentre il 24% andrà a concernere professioni umanistiche in materia di intervento psicologico e fomativo-educativo. Il 18% della richiesta di laureati riguarderà titoli tecnici in campo ingegneristico e architettonico, alla pari con il fabbisogno in ambito medico e sanitario. Fanalini di coda, il settore chimico e matematico (8%) e quello giuridico (7%).

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