ATTUALITÀ

Organizzato o disorganizzato come ti senti?

Sono stati resi noti i dati del primo rapporto italiano sulla disorganizzazione “Organizzato o disorganizzato come ti senti?” un indagine promossa da Organizzare italia.

Fino ad ora, le cause della disorganizzazione in Italia non sono mai state studiate in maniera analitica e lo scopo della ricerca è stato proprio quello di comprendere a pieno il fenomeno della disorganizzazione e la sua incidenza sul benessere, produttività e su soddisfazioni personali partendo, dal grado di consapevolezza che ognuno possiede rispetto alla propria organizzazione/disorganizzazione.

Quanto le persone percepiscono la propria disorganizzazione come un problema? Gli individui hanno consapevolezza di quanto l’organizzazione possa restituirgli in cambio di benessere, efficienza e miglioramento dello stile di vita?

Il sondaggio, veicolato tramite social con un totale di 300 partecipanti, conta 23 domande suddivise in 3 aree tematiche: spazio, tempo e risorse.

Tre ambiti in cui la disorganizzazione pesa molto e in cui può indurre le persone a sentirsi stanche, stressate impotenti e improduttive.

Scopriamo insieme quali sono stati i principali risultati ottenuti:

  • il 91% delle persone deve cercare a lungo cose che non trova.
  • il 97,7% delle persone prova emozioni piacevoli a organizzare e liberarsi di qualcosa;
  • solo 19 persone su 300 dichiarano di vivere serenamente i propri impegni;
  • più del 90% delle persone si sente a rischio di perdita di concentrazione;
  • all’89% delle persone piacerebbe imparare ad organizzarsi meglio;
  • il 78% delle persone non ha risolto i propri problemi di organizzazione comprando strumenti organizzativi;
  • l’85,3% delle persone fa fatica a portare va termine gli impegni nei tempi previsti;
  • il 94,6% dice spesso lo farò domani.

La gestione del tempo e dei troppi impegni sembra essere il problema principale. Gran parte degli intervistati ha infatti ammesso di avere delle giornate troppo fitte d’impegni. La disorganizzazione non viene percepita come un problema sociale bensì come un problema personale. Anche se, non bisogna dimenticare, che ognuno fa sempre parte di un gruppo, di una comunità e quindi l’organizzazione personale, non può riguardare esclusivamente la sfera individuale. È emerso inoltre che molte persone comprano oggetti per organizzarsi al meglio, anche se quest’ultimi poi non portano ad una soluzione piena (questo perché risultano utili ad eliminare il disordine, ma non a migliorare l’organizzazione!).

Al termine della ricerca sono stati individuati quattro gruppi di partecipanti:

  •  i “disorganizzati consapevoli”, che vorrebbero migliorare la propria organizzazione e hanno risposto con coerenza dichiarando di perdere tempo a cercare le cose, di fare fatica a portare a termine i compiti nei tempi previsti e di mancare scadenze o appuntamenti;
  •  i “disorganizzati veri” consapevoli di esserlo, la cui caratteristica tuttavia è rispondere e avere comportamenti non sempre coerenti;
  •  gli ordinati che riescono a gestire spazi e tempi solo a proprio uso e consumo, generando ordine e non organizzazione. 
  •  gli organizzati. Un piccolo gruppo, composto da individui che hanno uno spazio di lavoro di cui sono soddisfatti e riescono a rispettare i propri impegni ritagliando anche tempo per loro stessi.

E voi? In quale dei quattro gruppi vi collochereste?

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