Prove invalsi 2019: il 40% non raggiunge la sufficienza

da | Lug 15, 2019 | Attualità

I risultati di quest’anno delle prove invalsi nazionali fanno emergere il livello critico di apprendimento degli studenti, siano essi bambini (seconda e quinta elementare), adolescenti (terza media) e ragazzi (seconda e quinta superiore).

Si registra un lieve miglioramento, rispetto l’anno passato, per gli studenti della scuola superiore di primo grado, in maniera particolare in matematica e inglese ma in generale i dati non sembrano essere particolarmente brillanti.

Divario tra Nord e Sud Italia

Inoltre, le prove, hanno rimarcato la differenza tra Nord e Sud Italia in maniera particolare sulle competenze matematiche degli studenti. Infatti fin dalle elementari emergono le maggiori differenze di apprendimento in maniera particolare registrate in regioni come Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Se a livello nazionale quasi il 40% degli studenti non raggiunge i livelli previsti dai programmi, tale percentuale supera ampiamente il 50% in Campania, Sicilia e Sardegna, sino a sfiorare il 60% in Calabria. Differenze che si acuiscono alla fine dei primi cinque anni di scuola obbligatoria. Problemi anche in Italiano: in Campania, Sicilia e Sardegna la percentuale di allievi che in italiano non raggiunge i traguardi previsti per la terza media supera il 40% (contro il 34% a livello nazionale) per raggiungere oltre il 50% in Calabria.

L’Inglese

Scoraggianti anche i risultati d’inglese. Se il 51,8% degli studenti dell’ultimo anno della scuola superiore raggiunge il B2, il 10,6% non raggiunge nemmeno il B1, posizionandosi così, dopo 13 anni di scuola, ad un livello molto basso. In Calabria, Sicilia e Sardegna la percentuale di allievi che raggiunge il B2 scende rispettivamente al 31%, 34,8% e 34,1%. Ancora più alta, rispetto alla media nazionale, la percentuale di studenti che non raggiungono il B1: in Calabria il 21,7%, in Sicilia 18,2% e in Sardegna il 20%. Nella prova di ascolto (listening) solo il 35% degli studenti delle scuole italiane raggiunge il B2, traguardo previsto alla fine della scuola secondaria di secondo grado. Invece, il 25,2%, cioè uno studente ogni quattro, non raggiunge il B1. In Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna la percentuale degli allievi che raggiungono il B2 scende, rispettivamente, al 19,9%, al 14,6%, al 14,8% e al 20,7%, a fronte del 49,3% del Veneto. Infine  le percentuali di allievi che non raggiungono il B1 sono: Campania 41,7%, Calabria 47,7%, Sicilia 46,7% e Sardegna 40,8%, a fronte del 10,9% del Veneto. 

Differenze tra maschi e femmine

A scuola le ragazze sono più brave nelle materie linguistiche a differenza dei ragazzi che le superano, invece, in matematica. In quinta elementare le ragazze superano i ragazzi di ben 9 punti in italiano, invece i ragazzi le superano di 6 punti in matematica. In Inglese, sia nell’ascolto che nella lettura, le bambine conseguono un risultato migliore, superando i bambini di 4 punti nel primo caso e di 6 punti nel secondo. In terza media invece le differenze diminuiscono ma rimangono coerenti, 9 punti in italiano e 3 in matematica sempre a favore delle femmine nel primo caso e dei maschi nel secondo. In Inglese, come già in quinta primaria, le studentesse ottengono un punteggio più alto dei maschi di sette nella prova di ascolto e otto nella prova di lettura.

Differenze tra italiani e stranieri

In tutti i gradi gli studenti stranieri ottengono punteggi più bassi rispetto a quelli degli italiani. Le distanze, però tendono a diminuire nel passaggio tra la prima e la seconda generazione di immigrati e durante il percorso scolastico, in particolare per quanto riguarda la matematica, materia in cui pesa meno la padronanza della lingua del paese ospitante. La sola materia in cui, non si registra divario, è l’inglese, anzi, in alcune regioni gli stranieri di seconda generazione, nella prova di ascolto, superano i loro colleghi italiani.