STUDENTI

Dicono di noi… Giada Russo

Una delle cose a cui eCampus tiene di più è la soddisfazione dei propri studenti, sia durante il corso degli studi sia una volta laureati. È quindi sempre gratificante ottenere feedback positivi, come nel caso della campionessa di pattinaggio Giada Russo, laureata eCampus e attualmente studentessa del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche.

Cosa ti ha spinto a scegliere l’università eCampus?

Una volta terminato il liceo non volevo smettere di studiare e casualmente erano arrivate delle mail da parte dell’università cCampus e ho iniziato ad informarmi.
Già dal primo incontro mi sono resa conto che l’università telematica eCampus poteva essere la scelta migliore per poter conciliare studio e lo sport che da 18 anni a questa parte mi ha appassionato tanto, il pattinaggio su ghiaccio.
Questa scelta la rifarei altre mille volte!

Com’è stata la tua esperienza ad eCampus?

Con e campus mi sono trovata molto bene, è stata davvero la scelta migliore che potessi fare. Mi ha permesso di raggiungere i miei obiettivi sia scolastici sia sportivi.
Sono rimasta decisamente soddisfatta del materiale fornitomi dalla piattaforma, sempre tutto molto chiaro e facile da reperire. I professori sempre disponibili per un qualche chiarimento: è davvero un ottimo sistema scolastico.
La tutor messami a disposizione è stata fondamentale per orientarmi nella piattaforma e nella programmazione delle materie di studio. Mi ha inoltre messo in contatto con altri studenti della mia città con cui ho potuto dividere momenti di studio e di confronto.
La segreteria studenti mi è stata di grande supporto, sempre rapida e disponibile a rispondere nel rispondere alle mie esigenze.

Quanto e come ti ha aiutato eCampus ad affiancare lo studio alla tua importante attività sportiva?

Questa università è stata davvero fondamentale per riuscire a combinare la mia passione e lo studio. Grazie a questo tipo di studi sono riuscita a raggiungere il più grande traguardo che un atleta possa mai raggiungere, le Olimpiadi.
Attraverso questo piano di studi mi è stato possibile studiare senza l’obbligo di frequenza e continuare ad allenarmi 8 ore al giorno. Ho inoltre potuto scegliere di volta in volta la sede dove dare gli esami più vicina ai miei siti di allenamento.

Cosa ti ha spinto a passare da una specialità individuale in cui sei stata campionessa ad una di coppia come la danza sul ghiaccio?

È nato tutto un po’ per caso…
Mi ricordo che ero alle Olimpiadi invernali del 2018 a Pyeongchang e tanti allenatori anche di alto livello mi dicevano che ero molto portata per la danza e che avrei dovuto provare. Ma in realtà io non ero interessata a questa specialità di coppia, avevo raggiunto talmente tanti obiettivi e risultati nel singolo che passare alla danza era un’idea molto lontana.
Poi una volta tornata in Italia i miei allenatori hanno insistito per farmi fare una prova di danza e alla fine ho deciso di farla, sia per vedere come era la sensazione di pattinare accanto a qualcun altro e sia perché sono convinta del fatto che bisogna provare in prima persona per sapere come è realmente.
Erano stati previsti tre giorni di prova a Milano, con un ragazzo Ucraino e al secondo giorno mi sono innamorata di questa specialità. Ho chiamato a casa, ho raccontato le mie emozioni e sensazioni ed ho comunicato che avrei voluto dedicarmi solo a questa nuova specialità.
È stato un rimettermi in gioco, affrontare una nuova sfida ed è stato davvero bellissimo.

Su cosa hai fatto la tua tesi triennale? Parlacene.

Per la mia tesi di laurea triennale ho scelto un ambito che mi riguardasse da vicino: “La storia delle Olimpiadi invernali da Sapporo a Pyeongchang (1972 – 2018) ed il ruolo dei mass media nella creazione del mito e dell’impresa sportiva”.
Ho deciso di legare questa parte del mio percorso di studi a quello che mi ha appassionato in tutti questi anni, il pattinaggio.
Ho fatto un excursus sulla storia delle Olimpiadi invernali dal 1972 ai giorni nostri e di ogni edizione ho raccontato i particolari che la contraddistinguevano dalle altre, come ad esempio le vittorie, le strutture, l’organizzazione, il problema del doping e così via.
Ho narrato le mie esperienze personali, sia nelle olimpiadi di Torino 2006 a cui ho partecipato come flower swiper, ovvero la bambina che raccoglie i peluche e i fiori in pista, sia nelle Olimpiadi in Korea nel 2018 che mi hanno invece vista come protagonista.

Qual è il tuo ricordo più bello legato ad eCampus?

Il ricordo più bello e che mi rimarrà nel cuore è stato il giorno della proclamazione della mia laurea triennale a Novedrate. Ero emozionatissima ancor più che ad una competizione, agitata ma davvero contenta e fiera del risultato che avevo raggiunto. Nonostante il mio impegno assiduo per lo sport sono riuscita a portare a termine i miei obiettivi nei tempi giusti.
È stato davvero un momento fantastico, ci hanno vestiti con tocco e toga e ognuno di noi è stato proclamato con una piccola cerimonia individuale.
A proclamazione avvenuta ho potuto festeggiare con amici e parenti all’interno dell’eCampus dove avevo fatto allestire un buffet, servizio impeccabile offerto dall’Università stessa.

Quali sono i progetti per il futuro per una campionessa di pattinaggio sul ghiaccio che sta studiando Scienze pedagogiche?

Fin da quando ero piccola il mio desiderio è stato quello di poter insegnare in un asilo nido o in una scuola materna, ed è per questo che ho voluto scegliere questo percorso di studi.
Spero anche di poter continuare a coltivare il mio sogno sportivo e magari riuscire a trasmettere la mia passione a qualcun altro.
Sono convinta del fatto che la vita vada vissuta in tutte le sfaccettature che offre.
In poche parole? Non mi piace annoiarmi!

Consiglieresti eCampus ad altri? E perché?

La risposta è SI! La consiglierei senz’altro, è davvero la scelta ideale per chi lavora o fa sport a livello agonistico. Permette ti continuare gli studi continuando a lavorare o ad allenarsi.
Credo così tanto in questa scelta universitaria che ho deciso di continuare il percorso di studi e mi sono iscritta alla magistrale in Scienze Pedagogiche.
Avere la possibilità di poter continuare a studiare è importantissimo e bellissimo, non solo per avere maggiori conoscenze utili in ambito lavorativo ma soprattutto per arricchire il proprio bagaglio culturale.

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