DIGITAL SCHOOL

McDonald’s e l’AI in grado di anticipare i desideri dei clienti

A McDonald’s non basta più essere una delle più grandi catene di fast food al mondo, ma vuole andare oltre cercando di prevedere cosa ordineranno i clienti, come? Investendo nell’intelligenza artificiale.

È abbastanza recente la notizia degli investimenti milionari in acquisizioni nel settore tecnologico, al fine di controllare aziende e startup che si occupano principalmente di intelligenza artificiale.

La speranza sarebbe quella di rilanciare le proprie vendite, in maniera particolare negli Stati Uniti in cui, a causa dell’elevata concorrenza, McDonald’s potrebbe perdere preferenze.

Infatti, nell’ultimo trimestre, il fast food ha prodotto ricavi per 5,43 miliardi di dollari contro i 5,49 previsti dagli analisti. Le vendite pur essendo aumentate negli Stati Uniti (del 4,8%), sono state inferiori all’aumento del 5,2% previsto precedentemente. Nel resto del mondo stessa storia, le vendite hanno raggiunto il +5,9% mancando comunque dello 0,2% le previsioni. Nulla di grave, ma l’azienda vuole rimboccarsi le maniche e rassicurare analisti e investitori, certa che le innovazioni a cui sta lavorando contribuiranno a far aumentare le vendite.

Nella Silicon Valley, sono così nati i McD Tech Labs, laboratori in cui si studiano e si sviluppano nuove soluzioni per facilitare l’esperienza d’acquisto ed incentivarne la frequenza. Tra le varie innovazioni proposte si lavora a sistemi d’intelligenza artificiale in grado di anticipare i desideri dei clienti.

Molte novità sono già state applicate ai McDrive, il servizio per ordinare cibo dalla propria auto, in cui sono presenti grandi schermi che mostrano menù diversi a seconda dei momenti della giornata e delle condizioni meteo. Di mattina vengono privilegiati piatti per la colazione e di pomeriggio snack veloci. In caso di giornate calde in evidenza ci saranno bibite fredde e gelati, nelle giornate invernali invece le bibite calde. Al termine poi di ogni acquisto vengono sempre mostrati altri prodotti, correlati oppure in offerta promozionali, per indurre i clienti a estendere i loro ordini.

La vera novità starebbe in un sistema che McDonald’s ha iniziato a sperimentare in alcuni McDrive statunitensi, che leggendo la targa delle auto presenterebbe un menu personalizzato sulla base degli ordini precedenti. La funzione, perlomeno in questa prima fase sperimentale, non è attiva in modo predefinito ma ogni cliente può liberamente decidere se partecipare o meno.

A quanto comunicato da McDonald’s lo scorso luglio, questi accorgimenti hanno già portato a qualche risultato e l’azienda confida di estenderli a tutti i McDrive negli Stati Uniti, in vista di fare poi altrettanto nel resto del mondo.

Lo scorso marzo McDonald’s ha speso circa 300 milioni di dollari per l’acquisizione di Dynamic Yield, una società israeliana che ha sviluppato molti degli algoritmi ora utilizzati nei McDrive. A settembre ha invece acquisito Apprente, una startup californiana che sviluppa sistemi di riconoscimento vocale in più lingue, utili per automatizzare l’ordine dei prodotti alla cassa. La prospettiva di una progressiva automatizzazione dei fast food non lascia tranquilli i lavoratori.

Il timore dei lavoratori è che casse automatiche, sistemi di riconoscimento vocale e altre soluzioni tecnologiche rendano sempre più marginale il loro ruolo, fino al punto in cui i ristoranti di McDonald’s potranno funzionare con pochissimo personale. La società respinge queste critiche spiegando che i dipendenti saranno ricollocati in altre mansioni, ma non è chiaro con che modalità e per quanto tempo.

L’unica certezza è che il settore dei fast food sta attraversando un periodo di grandi cambiamenti, soprattutto negli Stati Uniti dove storicamente è molto attivo e competitivo. L’investimento in nuovi sistemi per la consegna automatica degli ordini e le numerose app per ordinare il cibo a domicilio stanno notevolmente cambiando gli scenari della ristorazione. Basti pensare che ogni giorno, applicazioni come Uber Eats raccolgono informazioni sulle preferenze e i consumi di milioni di persone, dati preziosi per comprendere i loro gusti e provare a orientare le loro scelte. Informazioni che però sono in mano ai gestori delle applicazioni e spesso non sono accessibili ai singoli ristoratori.

Sicuramente McDonald’s ha però la forza e la volontà necessaria a sbaragliare la concorrenza!

Contattaci
SHARE
RELATED POSTS
Da-Influencer-a-Digital-School
Dalla laurea in Influencer ai master della Digital School
Facebook Pay e la nuova piazza del mercato digitale
UX Designer: chi è, cosa fa e quanto guadagna