CINEMA

Dove si tiene un Oscar? I migliori consigli delle star

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Chiunque ambisca a diventare un grande attore (o una grande attrice) del cinema ha sognato, almeno una volta, di vincere il premio Oscar. La statuetta d’oro è senza subbio il traguardo più ambito, qualcosa di cui essere orgogliosi, un riconoscimento alla propria bravura e al proprio valore. Risulta perciò difficile credere che non tutte le star si riconoscano in questo pensiero e che non tutte vogliano mettere il premio in bella mostra nella propria casa. Eppure, da una serie di interviste raccolte dalla rivista People, risulta che molte stelle del cinema, forse per eccessiva modestia, forse per snobbismo hollywoodiano, preferiscano tenere il trofeo nascosto, lontano dagli sguardi indiscreti. Alcune, addirittura, non riescono nemmeno a ricordarsi dove l’abbiano  messo.

Agli ultimi Oscar, per esempio, Javier Barden ha raccontato che lui e la moglie Penelope Cruz tengono le loro due statuette (lui Miglior Attore Non Protagonista per Non è un paese per vecchi nel 2008, lei Migliore Attrice Non Protagonista per Vicky Cristina Barcelona nel 2009) «in un posto non così ovvio, ma che possiamo vedere con la coda dell’occhio». Con l’ironia che la contraddistingue, Olivia Colman (Migliore Attrice per The Favourite), invece ha scherzato con i giornalisti dicendo che avrebbe tenuto il trofeo «in un posto molto speciale, a letto con me, fra me e mio marito, che non lo sa ancora».

Viola Davis, Migliore Attrice non Protagonista per Fences, dice di aver messo la sua statuetta nell’ufficio che divide col marito, il produttore Julius Tennon, «ma dipendesse da me, la terrei nel mio garage per restare umile». Anna Paquin, invece, ancora dopo venticinque anni dalla sua vittoria con Lezioni di piano, non nasconde la sua ritrosia nel mostrare il trofeo: già nel 1999 raccontava a InStyle di tenerla «vicino agli stivali sul fondo dell’armadio, perché se la esponessi, i miei amici penserebbero di dover fare un commento e io non voglio questo genere di attenzione».

Lupita Nyong’o ha preferito una location più  classica per l’Oscar vinto nel 2014 con 12 anni schiavo: un mensola dedicata esclusivamente alla statuetta, che permetta ai suoi ospiti di ammirarla, ma anche di tenerla in mano ogni volta che vogliono. Così come Tom Hanks, i cui due Oscar come Migliore Attore per Philadelphia nel 1993 e per Forrest Gump nel 1994 troneggiano sulla mensola dei trofei di famiglia, proprio «vicino ai trofei di calcio».

Goldie Hawn (Migliore Attrice non Protagonista per Fiore di cactus nel 1970) ha optato per mettere la statuetta nella sua stanza della meditazione: «A volte è sul camino, altre volte lo metto via. Le stanze dei trofei sono ai miei antipodi, perché i premi sono storia». Jamie Foxx, dopo aver vinto come Miglior Attore con Ray nel 2004, ha invece affidato il trofeo al suo manager: «Lo tiene in casa sua, perché da me c’è troppo via-vai».

Sicuramente bizzarra la scelta di Kate Winslet che, per evitare che i suoi ospiti le chiedessero sempre dove tenesse la statuetta vinta nel 2009 come Migliore Attrice per The Reader, ha deciso di metterla sul retro del WC, in modo che tutti potessero ammirarla. Mentre particolarmente fiduciosa ci sempre la soluzione di Alicia Vikander, che dopo aver vinto come Migliore Attrice nel 2016 per The Danish Girl, ha affidato il trofeo ad un amico quella sera stessa: «Perché mi dovevo trasferire e stavo anche lavorando tanto, ma in questi anni la figlia (del mio amico) mi ha spedito continui aggiornamenti fotografici, per dimostrarmi che se ne sta prendendo cura».

Dopo essersi aggiudicata l’Oscar come Migliore Attrice per La La Land nel 2017, Emma Stone ha affidato il premio alla madre affinché lo tenesse in casa sua. Mentre Catherine Zeta-Jones, Migliore Attrice non Protagonista per Chicago nel 2002, ha preferito esporlo nella sua villa alle Bermuda, così «tutti quelli che ci vengono a trovare, vogliono fare una fotografia con la statuetta».

Jordan Peele, il primo afroamericano ad aver vinto un Oscar per la Migliore Sceneggiatura Originale con Scappa – Get Out nel 2018, dice di aver posizionato il trofeo accanto alla sedia che aveva sul set. Reese Witherspoon, invece, inizialmente aveva pensato di trasformare la statuetta vinta come Migliore Attrice nel 2005 per Quando l’amore brucia l’anima in un batacchio della porta o in una collana, ma ha poi deciso per una soluzione più tradizionale: «Nessuna delle due opzioni era molto pratica e così l’ho messo in salotto».

Per Gwyneth Paltrow la statuetta vinta nel 1999 per Shakespeare in Love è sempre stata motivo di emozioni contrastanti: venne infatti accompagnata alla cerimonia con il padre, che da lì a pochi anni sarebbe venuto a mancare. «Per settimane ho tenuto l’Oscar in un deposito e adesso ce l’ho nascosto sul retro della libreria nella mia camera da letto, perché non sono mai stata in grado di sentirmi veramente bene con quel premio, che mi suscita imbarazzo ed è legato a un momento difficile della mia vita». Situazione molto diversa per Jennifer Lawrence il cui Oscar conquistato nel 2013 con Il lato positivo è esposto in bella mostra sul pianoforte di famiglia nella casa dei genitori in Kentucky.

Una delle storie più incredibili è quella di Natalie Portman, che sostiene di non avere la più pallida idea di dove si trovi la statuetta che vinse nel 2011 con Il cigno nero: «Penso sia in cassaforte o qualcosa del genere, ma davvero non lo so. Non la vedo da un bel po’ e, in ogni caso, la considero come i falsi idoli della storia di Abramo ed è per questo che non la espongo in pubblico»; assieme anche a quella di Jared Leto che ha ammesso di aver “ammaccato” la statuetta vinta nel 2014 per Dallas Buyers Club poco dopo averla ritirata, facendola cadere per le scale. Da allora, la tiene su una mensola in cucina. Cate Blanchett è stata generosa: ha donato la statuetta del 2004 per The Aviator al museo del cinema di Melbourne, sua città natale. Certamente è “facile” essere generosi come lei quando si  ha un altro Oscar a casa tutto per sé (Blue Jasmine, 2014).

Tuttavia, il podio per il posto più strano dove tenere un Oscar va senza dubbio a Russel Crowe: la sua statuetta del 2000 per Il Gladiatore si trova nel pollaio del suo ranch in Australia. Questo perché l’attore è convinto che la sua presenza sia d’aiuto alle galline nella produzione di uova più grandi.

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Dottore in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, laureato all’Università Statale di Milano con una tesi sull’editoria multimediale e la comunicazione online, è da diversi anni social media strategist, copywriter e autore per il Web, per la TV e per la radio.
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