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Alitalia… una storia italiana?

La crisi internazionale del coronavirus impatta in maniera esponenziale in una economia già fiaccata e la chiusura degli aeroporti, con limitazioni al traffico aereo, rende la vicenda della nostra compagnia di bandiera ancora più difficile. La politica economica, non da oggi, ha dimostrato di non saper individuare e gestire un piano di azione risolutivo per quello che non solo è un servizio, ma anche un brand di grande orgoglio nazionale. Peggio ancora, ha spesso utilizzato Alitalia come bandiera di propaganda di innovazione economica, lasciando poi disattese le aspettative di una strategia efficace che tutelasse azienda e lavoratori.

Perché non voglio che Alitalia venga svenduta al miglior offerente?

Perché significherebbe tradire quanto di meglio il nostro paese sappia fare: l’ingegneria di precisione, la capacità di innovazione, gli alti livelli di formazione e di sicurezza, l’eleganza e la capacità di offrire servizi, cosa che tutto il mondo da sempre ci ammira e invidia.

Perché significherebbe tradire tutti coloro che nella loro esperienza professionale in Alitalia hanno trovato un senso. Significherebbe tradire tutti gli insegnanti e tecnici che, per la compagnia, hanno studiato e insegnato e tutti coloro che, ad ogni livello, ci hanno creduto e messo anima e cuore.

Significherebbe tradire tutti quei genitori che hanno fatto di tutto per permettere ai figli che “avevano sempre il naso per aria” di poter studiare per avere l’orgoglio di indossare “quella” divisa.

Perché tradirebbe quelle generazioni che, con i loro sacrifici, hanno permesso al nostro paese una crescita tecnologica tale da avere una compagnia che non avesse nulla da invidiare agli altri paesi. La stessa generazione che non si poteva permettere un viaggio in aereo, ma oggi ha un figlio o una figlia che indossa “quella” divisa.

Significherebbe tradire tutti noi che abbiamo sempre visto con orgoglio la nostra bandiera in giro per il mondo, sapendo che c’era un pezzo d’Italia pronta a riportarti a casa.

Se è vero, e deve esserlo, che siamo tutti cittadini del pianeta, allo stesso tempo quanto scalda il cuore vedere in un aeroporto i nostri equipaggi e sapere che condividono con noi il nostro bagaglio di cultura, a volte persino il nostro dialetto… ti fa sentire a casa anche se sei lontano, ti fa sentire in famiglia.

Come diceva Flaiano, in fondo in Italia siamo tutti parenti!

Ecco perché non voglio che Alitalia sia svenduta: perché è parte di noi, della nostra cultura e del nostro orgoglio.

Ricordiamoci di essere la terra di Dante, di Galileo, di Michelangelo e, soprattutto, di Leonardo, colui che tutta la vita ha studiato e sognato il volo ispirando così l’umanità intera.

Questa è l’Italia migliore, che viaggia per il mondo. Non lasciamo che vinca l’idea di un’Italia accattona, pressapochista, incapace e pessimista.

«FATTI NON FOSTE PER VIVER COME BRUTI…»

Patrizia Gaggi
Responsabile sede eCampus Milano

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