#COVID19 L'ORA D'ARIA

La città non ha rumore

di Elisa Frignani
Architetto

Improvvisamente scopri che il luogo che abiti non ha rumore.

Costretti nell’immobilità spaziale e iperconnessi in quella virtuale, cerchi di trovare un coefficiente di omogeneizzazione tra gli spazi che ti governano. In questi luoghi sensoriali e non scopri che la dimensione non ti appartiene.

Sconnesso dal virtuale decidi di esplorare la tua multisensorialità che ormai appare un ricordo quasi svanito e nascosto nel tempo dell’infanzia.

Focalizzando i sensi scopri che lo spazio in cui risiedi ha rumori, vibrazioni, luci e ombre che cerchi di investigare nell’archivio conoscitivo per creare uno spazio adimensionale vivibile. Crei l’architettura contemporanea che possa accogliere il tuo futuro, in cui il crollo dello spazio fisico verso quello virtuale e viceversa possa capovolgerti e farti tornare nuovamente in equilibrio.

Scopri cosi che la città, luogo in cui risiedono i moti dell’anima e non dove i mattoni, le strade, i cartelli stradali si degradano, non ha rumore.

L’architettura da sempre è uno spazio virtuale che l’uomo crea a sua immagine riflettendo le esigenze contestuali di un tempo fugace che certa l’immortalità nel ricordo. Ora è solo una breve esperienza cognitiva legata al proprio essere.

La città è il luogo dei pensieri, delle idee e della sua espressione dentro la nostra mente, la città non ha rumore se non quello creato dalla nostra presenza fisica in essa.

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