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La proposta del professore Giovannoni: lezioni di 30 minuti

Venerdì 19 giugno, al Teatro dell’Università eCampus di Roma, si è tenuto il convegno dal titolo “Più capitali di rischio e meno debiti. I confini dell’economia fra Stato e Mercato” in cui tra gli invitati ha spiccato l’intervento del professor Antonio Giovannoni.

Il professore, che ricordiamo essere Presidente del comitato fondatore Università eCampus, ha intrapreso il suo excursus ponendo un quesito: la ripartenza della scuola dopo l’emergenza sanitaria.

 E dunque, quali sono le modalità di ripresa delle attività didattiche?

Il professore presenta così il suo progetto di ripresa, elencandone i punti cardine:

  1. La sospensione delle attività scolastiche e il successivo isolamento ha determinato una significativa alterazione della vita sociale e relazionale dei bambini e ragazzi.
  2. La necessaria ripresa delle attività scolastiche deve essere effettuata in un complesso equilibrio tra sicurezza, in termini di: contenimento del rischio di contagio; benessere socio emotivo di studenti e lavoratori della scuola; qualità dei contesti e dei processi di apprendimento; rispetto dei diritti costituzionali all’istruzione e alla salute.
  3. Secondo l’UNESCO l’epidemia del Covid-19 è anche una grave crisi educativa: le strategie da considerare in relazione alla riapertura della scuola sono da contestualizzare in riferimento a tre aspetti: il primo è la disponibilità del sistema, continuità dell’apprendimento ed infine resilienza del sistema.

La scuola deve ripartire, ma in sicurezza e con una metodologia vincente per professori e ragazzi. La proposta di Giovannoni è la seguente: unità di insegnamento di 30 minuti. Concentrando le lezioni in 30 minuti – al posto di 60 minuti- diventerà possibile articolare la classe in due gruppi di studio. Considerata la media degli iscritti di scuole medie e superiori prevista per l’anno accademico 2020-2021, sarà di 22 studenti; “dividendo la classe” sarà possibile riprendere in tutta sicurezza l’insegnamento; infatti spiega Giovannoni che la limitazione d’orario significa un tempo minore di rischio di esposizione al contagio.

Un esempio di piano è il seguente:

Quindi i tre aspetti elencati prima avranno una risoluzione chiara con questa strategia:

  1. Disponibilità del sistema: attraverso la valutazione delle disponibilità di persone, infrastrutture, risorse e capacità di riprendere le funzioni;
  2. Continuità dell’apprendimento: garantire che l’apprendimento riprenda e continui nel modo più regolare possibile dopo l’interruzione;
  3. Resilienza del sistema: costruzione e rafforzamento della preparazione del sistema educativo per anticipare, rispondere e mitigare gli effetti delle crisi attuali e future.

Una proposta semplice ma di estremo impatto resiliente e dagli svariati benefici che si possono riassumere in questi quattro punti:

  1. Contenimento del rischio di contagio;
  2. Benessere socio emotivo di studenti e lavoratori della scuola;
  3. Qualità dei contesti e dei processi di apprendimento;
  4. Rispetto dei diritti costituzionale e alla salute.

In breve, quella di Giovannoni è una proposta che se attuata, ha il giusto complesso di equilibrio di didattica e sicurezza.

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