Clubhouse, il nuovo social network dei messaggi vocali

da | Feb 17, 2021 | Tecnologia

Parliamo del nuovo social network del momento: Clubhouse.

Nelle ultime settimane è esplosa anche in Italia la febbre Clubhouse, tutti sono alla ricerca di un invito per entrare in questo social, ma di cosa si tratta nello specifico?

Clubhouse è una piattaforma nata nel 2020 in America (in piena pandemia) da un’idea di Paul Davison e Rohan Seth e diffusasi rapidamente nel 2021 all’estero.

Cosa la differenzia dagli altri social?

Prima di tutto si tratta di una piattaforma esclusivamente audio, che ha l’obiettivo (almeno per il momento) di favorire le conversazioni fra utenti attraverso l’interazione vocale in tempo reale all’interno delle Room (stanze tematiche virtuali, che possono essere aperte a tutti o esclusive per pochi, in cui avvengono le discussioni).
Per il momento l’iscrizione è gratuita, ma funziona tramite invito, ed è riservato esclusivamente ai possessori di iPhone. Presto però verrà rilasciata una versione disponibile anche per Android.

Quali sono i suoi punti di forza?

Sicuramente il primo è l’esclusività, ma anche la possibilità di interagire con qualsiasi persona all’interno del social, che abbia 10 o 100.000 followers. All’interno del social sono infatti presenti numerosi “vip”, tra cui Elon Musk, Chris Rock, Oprah Winfrey e tanti altri, che creano Room tematiche aperte a tutti gli iscritti all’app. Inoltre, l’unico strumento necessario per far parte di questo mondo è la propria voce, permette, infatti, ai suoi utenti di chiacchierare, raccontare storie, stringere amicizie e incontrare nuove persone senza la necessità di pubblicare immagini, video o testi. Il prodotto è quindi istantaneo, ed è fruibile da tutti.


Inizialmente è stato anche uno spazio in cui la comunità cinese, pagando anche oltre 70 dollari per ricevere da altri utenti l’invito, ha potuto parlare liberamente di tutti gli argomenti considerati proibiti dal regime. Purtroppo però questa finestra di libertà è durata poco, l’app infatti è già stata messa al bando dallo stato.
Ciò che attirava maggiormente gli utenti cinesi era il fatto che per proteggere la privacy degli utenti, le conversazioni non possono essere condivise, registrate o scaricate. Cosa a cui non sono abituati.

Come dicevamo prima, per il momento le Room sono aperte a tutti, ma i fondatori stanno già studiando un modo per consentire ai creatori di monetizzare le conversazioni tramite delle mance, biglietti per accedere alle Room o abbonamenti ai canali privati.
Ma c’è un’altro importante risvolto da tenere in considerazione, anche Mark Zuckerberg ha partecipato come ospite a una conversazione su Clubhouse, e ha trovato le dinamiche molto interessanti, al punto da pensare di sviluppare un prodotto simile. D’altro canto Facebook non è nuovo nell’integrare le novità introdotte dai propri concorrenti, l’ultimo caso è stato infatti quello dei Reels di Instagram, figli di TikTok.

Quanto durerà il predominio di Clubhouse sugli altri social network? Riuscirà Zuckerberg a realizzare un competitor efficace?