Sociologo, filosofo e padre dei media studies, Marshall McLuhan fu uno degli studiosi principali di comunicazione di massa e sociologia le cui teorie ancora oggi sono estremamente attuali.
Nato nel 1911 a Edmonton, nella provincia canadese dell’Alberta, e morto nel 1980 a Toronto, McLuhan ebbe una brillante carriera accademica tra il Regno Unito, il Canada e gli Stati Uniti. La sua fama è legata principalmente alle sue teorie legate agli effetti prodotti dalla comunicazione sulla società e sull’individuo, in particolare per il suo aforisma “Il medium è il messaggio” e per aver coniato la locuzione “villaggio globale”.
Il villaggio globale
Uscito in Canada nel 1962 e pubblicato per la prima volta in Italia nel 1976, La galassia Gutenberg: nascita dell’uomo tipografico (The Gutenberg Galaxy: The Making of the Typographic Man) è uno dei saggi più influenti di McLuhan in cui sottolinea per la prima volta l’importanza dei media nella storia umana analizzandone gli effetti, in particolare della stampa, sulla cultura europea e sulla coscienza umana.
McLuhan identifica l’emergere di quello che lui chiama l’Uomo di Gutenberg, cioè l’essere umano nato dal cambiamento di coscienza a seguito della nascita del torchio tipografico di Gutenberg e della stampa a caratteri mobili nella metà del XV secolo, e l’impatto che essa ha avuto sulla società.
Secondo lo studioso, la carta stampata ha profondamente influenzato il modo in cui le persone percepiscono ed interagiscono col mondo. Con l’avvento di questa tecnologia, si passa definitivamente da una cultura orale ad una cultura alfabetica, incentrata su unico senso cioè la vista. Per McLuhan, l’invenzione della stampa ha portato all’individualismo, al nazionalismo, alla ripetitività, alla meccanizzazione e all’omogeneizzazione, portando l’uomo all’era moderna.
Ne La galassia di Gutenberg McLuhan introduce il concetto di villaggio globale. Grazie ai mezzi di comunicazione moderni, in particolare la televisione e successivamente Internet, le barriere geografiche e temporali che da sempre hanno diviso l’umanità sono abbattute. Il mondo da enorme si restringe diventando un “villaggio” in cui le persone possono comunicare, interagire e condividere esperienze e pensieri in tempo reale come se fossero fisicamente vicine.
Il medium è il messaggio
L’aforisma più noto di McLuhan, “Il medium è il messaggio”, è contenuto nel saggio Gli strumenti del comunicare (Understanding Media: The extensions of man) pubblicato per la prima volta nel 1964 e nel 1967 in Italia.
Per McLuhan quando si studiano i media non è tanto importante soffermarsi sul contenuto quanto sul mezzo di comunicazione in sé. Questo perché è il mezzo stesso che determina e plasma gli stili di pensiero e il pensiero stesso indipendentemente dai contenuti veicolati, sia in sociologia che nell’arte, nella scienza o nella religione. In altre parole, il modo in cui un messaggio viene trasmesso influenza profondamente il modo in cui il messaggio viene percepito ed interpretato.
Nel saggio McLuhan analizza diversi medium di comunicazione e spiega che ogni mezzo ha delle caratteristiche che coinvolgono gli spettatori in modi diversi. Ad esempio la televisione è un mezzo di conferma, non introduce mai novità ma rassicura, conforta e consola le persone che la guardano.
Media caldi e media freddi
Un altro concetto fondamentale introdotto ne Gli strumenti del comunicare è la classificazione dei media tra media caldi e media freddi in base al grado di partecipazione da parte di chi sceglie di consumare un mezzo comunicativo.
McLuhan definisce i medium freddi richiedono un maggiore coinvolgimento da parte dello spettatore perché hanno una “bassa definizione”, cioè il messaggio che trasmettono non è completo e necessita di essere integrato o completato dallo spettatore. Ad esempio la televisione è un medium freddo perché ha un messaggio meno definito e può essere interpretato in modi diversi.
I medium caldi, invece, sono quei mezzi caratterizzati da una ”alta definizione”, cioè forniscono una grande quantità di dati e dettagli, veicolando un messaggio completo che non ha bisogno di essere interpretato e, di conseguenza, richiedono un minore coinvolgimento da parte degli spettatori. Esempi di medium caldi sono la radio, i film e la fotografia.