VLADISLAV GAVRYUSEV: AUTONOMIE REALI E DIBATTITO AUTENTICO

da | Mar 13, 2025 | The New Generation Voice

di Francesco Pigozzo e Daniela Martinelli

Vladislav Gavryusev ha accettato la nostra sfida e risposto alle nostre domande. Scopriamo la sua prospettiva sui problemi che abbiamo in comune e facciamone tesoro per interrogare criticamente noi stessi e il mondo.                     

Vladislav Gavryusev è ricercatore in Fisica sperimentale della materia e applicazioni presso l’Università di Firenze, dove lavora presso il laboratorio LENS (European Laboratory for Nonlinear Spectroscopy) e si occupa principalmente di fisica atomica e atomi ultra-freddi, ottica non lineare, applicazioni di microscopia a fini di mappatura cerebrale.

PRIMA QUESTIONE: IL NESSO IO-MONDO

Quali connessioni o contraddizioni vede tra quello che la occupa come individuo (lavoro, ricerche, passioni, ossessioni…) e quello che la pre-occupa come essere umano che fa parte di molteplici collettività, dal locale al globale?

“Il mio lavoro di ricercatore nella fisica di base non ha una connessione diretta con temi attuali nella vita sociale, ma d’altra parte la mia formazione professionale e forma mentale mi danno degli strumenti utili per comprendere meglio ed interpretare non solo quanto riguarda la mia ricerca, ma anche i temi dell’energia, del cambiamento climatico e delle sfide che queste richiedono al singolo e alla società. Talvolta trovo delle incongruenze o addirittura contraddizioni fra ciò che è noto o discusso a livello scientifico e l’interpretazione semplificata e spesso carente nell’esposizione al largo pubblico, tanto da rendere dubbia la correttezza ed efficacia delle soluzioni proposte alla società. Auspico che lo spazio di dibattito sia nella società che nell’ambito scientifico sia aperto a tutte le prospettive ed in grado farne una sintesi costruttiva ed onesta, anziché, come oggi si osserva, screditando le persone e combattendo le opinioni diverse e/o discordi tacciandole di falsità ed usando la censura. Penso che coinvolgere le persone attraverso spiegazioni chiare e un dibattito aperto, uniti a solide argomentazioni, sia molto più efficace per affrontare le sfide insieme”.

SECONDA QUESTIONE: FENOMENOLOGIA DELLA SOSTENIBILITÀ

“Se tutti in tutto il mondo facessero così, diventerebbe impossibile fare così per chiunque”. “Continuando a fare così, ben presto noi esseri umani non potremo più fare così”. Che cosa le evocano queste frasi?

“Queste frasi mi richiamano il consumo illimitato delle risorse ambientali ed il conseguente inquinamento della natura ed impoverimento delle risorse naturali. È evidente che una società basata sul consumo senza freni di beni, materiali ed energia non possa essere compatibile nel medio e lungo termine con le risorse disponibili sul nostro Pianeta. È opportuno affrontare questo problema non solo da una prospettiva ecologistica, ma anche sociale, filosofica e politica”.

TERZA QUESTIONE: INSOSTENIBILITÀ ISTITUZIONALE

Stanno finalmente guadagnando visibilità i problemi di sostenibilità biologica, economica, sociale, culturale che pesano sull’esistenza dell’umanità – eppure si tarda e si fatica troppo a prendere e attuare decisioni collettive conseguenti: non è che c’è qualcosa di insostenibile anche nell’organizzazione politico-istituzionale umana?

“Ottima domanda ed osservazione, a cui rispondo convintamente con un sì. Sfortunatamente, non credo che questo tema sia affrontato adeguatamente, né sufficientemente posto all’attenzione della società, sia a livello di singoli Stati che di comunità locali. Sono anche convinto che per affrontare questa questione sia necessario un processo dal basso che permetta a ciascuna comunità di riflettere insieme e di trovare la migliore organizzazione per loro che tenga conto della cultura locale, storia, geografia, risorse e possibilità. Queste comunità possono coordinarsi fra loro e con il sistema governativo di ogni paese ed anche a livello internazionale, al fine di far emerge delle soluzioni organizzative solidali, compatibili con le loro diverse situazioni e volte verso la risoluzione dei problemi comuni”.

QUARTA QUESTIONE: SAPERI E SAPER FARE

Ci aiuti per cortesia, pensando alla sua esperienza, a costruire una risposta collettiva a questa domanda: che cosa è indispensabile sapere e cosa è indispensabile imparare a fare per un essere umano oggi?

“È una domanda molto ampia a cui è molto difficile dare una risposta esaustiva e valida per tutti. Posso suggerire di essere curiosi, ampliare le proprie conoscenze e mantenere attivo uno spirito critico per orientarsi nel complesso mondo sociale in cui viviamo. Inoltre è importante non limitarsi solo a conoscenze teoriche, ma bisogna cercare di applicarle ed essere pratici, come fare cose con le proprie mani o affrontare problemi pratici personalmente. Infine, viaggiare e conoscere luoghi, persone e culture differenti è molto importante per aprire ed arricchire il proprio panorama”.

Le pubblicazioni di Vladislav Gavryusev sono elencate sul suo profilo Google Scholar. Per chi volesse porgli altre domande, scriveteci a citoyennes@uniecampus.it

Per approfondire i temi delle sue risposte, guardate questo video dialogo che abbiamo registrato con lui: