Mario Giampietro: identità incerte, conoscenze scomode, pratiche desiderabili

da | Mar 21, 2025 | The New Generation Voice

di Francesco Pigozzo e Daniela Martinelli

Mario Giampietro ha accettato la nostra sfida e risposto alle nostre domande. Scopriamo la sua prospettiva sui problemi che abbiamo in comune e facciamone tesoro per interrogare criticamente noi stessi e il mondo.                     

CHI È MARIO GIAMPIETRO

Mario Giampietro (1953) è stato Research Professor dell’Institució Catalana de Recerca i Estudis Avançats (ICREA) presso l’Università Autonoma di Barcellona dal 2007 al 2023. Già ricercatore dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (1985-2007), è stato visiting professor in numerosi Atenei europei e statunitensi. Autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche, principalmente riconducibili alla valutazione integrata di questioni di sostenibilità, ha coordinato il progetto Horizon2020 MAGIC.

LE SUE RISPOSTE ALLE NOSTRE DOMANDE

Leggete le risposte di Mario Giampietro alle nostre quattro questioni fondamentali di sostenibilità su Rinnovabili.it.

PER APPROFONDIRE

Delle numerose pubblicazioni di Mario Giampietro, vi suggeriamo: Multiscale integrated analyses of agroecosystems, CRC Press, 2019;  con Funtowicz F., From elite folk science to the policy legend of the circular economy, in Environmental Science & Policy, 109 (2020), 64-72; The Biofuel delusion, Routledge 2015. Da esplorare la piattaforma Unconfortable Knowledge del Progetto Horizon 2020 MAGIC. Di Koestler A., The Ghost in the Machine, Macmillan 1967. Di Gray, J., Straw Dogs: Thoughts on Humans and Other Animal, Granta, 2002. Di Rayner S., Uncomfortable knowledge: the social construction of ignorance in science and environmental policy discourses, in Economy and Society, 41(1), 2012, pp. 107-125.

DOMANDE CHE NASCONO DA RISPOSTE

Alla luce delle sue riflessioni, noi formuliamo queste ulteriori questioni che valgono anche per tutti i nostri lettori:

Non trova che il concetto appunto identitario di “occidente” (e il presunto opposto “oriente”) sia piuttosto vago e impreciso?

Essendo promotori di una visione multiscalare della cittadinanza e dei suoi quadri politico-istituzionali, non possiamo non chiederle in quanti livelli d’analisi e con quali specificità per ciascun livello articolerebbe la sua generale constatazione della trappola autodistruttiva in cui si trova l’architettura istituzionale attuale della società umana di fronte alle sfide della sostenibilità.

Rispetto alla sua ultima risposta, quale ruolo può svolgere a suo parere la scuola pubblica a tal fine, tenuto conto del fatto che, per definizione, si trova ad essere parte integrante di quelle istituzioni affette dalla sindrome d’Ancien régime di cui ci ha parlato?