Chemillier-Gendreau: sulla scala mondiale si gioca il destino della democrazia

da | Mar 28, 2025 | The New Generation Voice

di Francesco Pigozzo e Daniela Martinelli

Monique Chemillier-Gendreau ha accettato la nostra sfida e risposto alle nostre domande. Scopriamo la sua prospettiva sui problemi che abbiamo in comune e facciamone tesoro per interrogare criticamente noi stessi e il mondo.

CHI È MONIQUE CHEMILLIER-GENDREAU

Monique Chemillier-Gendreau è giurista e professoressa emerita di diritto pubblico e scienze politiche all’Università di Parigi-Diderot.

LE SUE RISPOSTE ALLE NOSTRE DOMANDE

Leggete le risposte di Monique Chemillier-Gendreau alle nostre quattro questioni fondamentali di sostenibilità su Rinnovabili.it.

PER APPROFONDIRE

Di Monique Chemillier-Gendreau vi suggeriamo di leggere: Pour un Conseil mondial de la Résistance, Textuel, Paris 2020; Humanité et souverainetés, La Découverte, Paris 2016. Ascoltate inoltre i suoi interventi a Radio France qui.

DOMANDE CHE NASCONO DA RISPOSTE

Alla luce delle sue riflessioni, noi le e vi domandiamo:

  • Democrazia significa anche fiducia reciproca, circolazione delle informazioni, libertà d’espressione e qualità del dibattito collettivo: non crede che la pandemia abbia segnato un profondo arretramento da tutti questi punti di vista?
  • È così naturale e inevitabile pensare le articolazioni della società mondiale in termini di società nazionali?
  • Che cosa pensa del ruolo dell’Unione Europea e della costruzione di istituzioni sovranazionali su scala continentale?
  • Siamo sicuri che la vera ineguaglianza, nell’esempio della gestione della pandemia, sia consistita nel non aver garantito la vaccinazione gratuita e universale all’intero globo, piuttosto che nel prediligere in modo così unilaterale e univoco questa soluzione che è portatrice di interessi “privati” e “occidento-centrici” al punto da imporla nel mondo intero soffocando la pluralità di approcci medico-sanitari pertinenti?
  • Democrazia significa anche fiducia reciproca, circolazione delle informazioni, libertà d’espressione e qualità del dibattito collettivo: non crede che la pandemia abbia segnato un profondo arretramento da tutti questi punti di vista?