Quando si scrive una tesi, un aspetto che viene spesso erroneamente trascurato è la compilazione della bibliografia. La bibliografia è la sezione che raccoglie tutte le fonti consultate durante la stesura della tesi, ed è una delle parti più importanti perché supporta la validità e l’attendibilità di ciò che si è scritto, nonché la serietà con cui si è approcciato il lavoro.
Che cos’è la bibliografia, quando bisogna scriverla e le note a piè di pagina
La bibliografia è l’elenco delle fonti utilizzate per la scrittura della tesi. Le fonti possono essere di varia natura: dai libri agli articoli scientifici, dai saggi ai giornali a siti online, ogni qualvolta che si utilizza un materiale che ha contribuito alla tesi – anche se non li si cita direttamente nel testo – questo deve essere incluso nella bibliografia.
Data la mole di materiali che in media si consultano, è caldamente consigliato di scrivere la bibliografia di pari passo con la stesura della tesi in sé. Se si scrivesse la bibliografia all’ultimo, è quasi sicuro che ci si scorderebbe di includere qualche documento nell’elenco.
Anche le note a piè di pagina svolgono un ruolo essenziale: oltre ad aggiungere maggiori informazioni senza appesantire il testo, qui vanno inseriti i riferimenti bibliografici in modo puntuale e diretto. Ad esempio, se si aggiunge una citazione diretta di un autore nel testo, è necessario citare la fonte e la pagina da cui si è presa.
Perché è importante la bibliografia
La bibliografia è importante per diversi motivi.
In primo luogo, essa garantisce trasparenza perché permette a chi legge la tesi di andare a verificare la veridicità e correttezza di ciò che si è scritto nella tesi, nonché consente l’approfondimento dei temi trattati.
Citare le fonti, poi, certifica che il lavoro accademico svolto è stato fatto con serietà e autenticità, dimostrando che le argomentazioni sono basate su ricerche e studi riconosciuti dalla comunità scientifica.
Ultimo, ma non per importanza, aiuta ad evitare il plagio, attribuendo correttamente il merito agli autori originali.
Come scrivere una bibliografia
Prima di tutto, è importante ricordare che ogni università e facoltà possono avere regole diverse su come redigere una bibliografia, perciò consultate le linee guida del vostro ateneo per verificare quali sono le norme precise da seguire per evitare errori.
In generale però esistono delle convenzioni molto diffuse per compilare una bibliografia. Nell’elenco bisogna includere solo i testi che sono stati effettivamente usati o citati nel testo, perciò non vanno inserite quelle che si sono semplicemente “sfogliate”.
Le fonti vanno citate in ordine alfabetico per cognome dell’autore. Se si includono più opere dello stesso autore, bisogna elencare in ordine cronologico dal titolo meno recente a quello più recente. Ecco i metodi più usati per formattare le diverse fonti nella bibliografia:
- Libri: Cognome e nome dell’autore, Titolo, Luogo di pubblicazione, Casa editrice, Anno di pubblicazione.
- Articoli di periodici, scientifici e di giornali: Cognome e nome dell’autore, “Titolo dell’articolo”, Titolo della rivista, Numero del volume, Pagina, Anno.
- Siti web: Cognome e nome dell’autore (se disponibile), Titolo, URL, Data dell’ultimo aggiornamento, Data dell’ultima consultazione.
Solitamente le fonti prese da Internet è chiesto di creare un elenco (noto come sitografia) a parte. Come sempre, consultate le linee guide del vostro ateneo. A questo link trovate le linee guida per la redazione delle tesi dell’Università eCampus.