Poche figure hanno segnato l’educazione e la pedagogia come Maria Montessori. Pedagogista, educatrice, tra le prime donne in Italia a laurearsi in medicina, Montessori fu una delle figure più influenti del Novecento, ideatrice del metodo educativo che porta il suo nome che rivoluzionò il modo di concepire l’istruzione, l’educazione e l’apprendimento, ponendo al centro il bambino, i suoi bisogni, le sue potenzialità e le sue libertà.
Nata il 31 agosto 1870 a Chiaravalle, in provincia di Ancona, da genitori colti e aperti al progresso, Montessori manifestò fin da giovane interesse verso le materie scientifiche, in particolar modo verso la matematica e biologia. Una passione che la porterà ad iscriversi alla facoltà di medicina dell’Università La Sapienza di Roma, nonostante le difficoltà e i pregiudizi dell’epoca che relegavano le donne solamente a ruoli casalinghi.
L’avvicinamento alla pedagogia
Dopo la laurea in medicina ottenuta nel 1896 ed una specializzazione in neuropsichiatria, Montessori iniziò a lavorare, a fianco di Giuseppe Ferruccio Montesano, nell’ambito della neuropsichiatria infantile, concentrandosi in particolar modo sui bambini affetti da disturbi mentali (allora definiti come “frenastenici”).
Questa fu un’esperienza profondamente formativa per Montessori: oltre ad avere spiccate doti di osservazione, si rese conto che i problemi di questi bambini erano di natura pedagogica e non medica come si riteneva allora.
Nel 1898 durante un congresso pedagogico a Torino presentò le sue prime osservazioni e i risultati delle prime ricerche scientifiche che aveva svolto. Da quel momento iniziò a tenere corsi per insegnanti riguardanti l’educazione di bambini con difficoltà, fino ad aprire nel 1907 la prima “Casa dei Bambini” a Roma, una scuola rivoluzionaria dove poté mettere in pratica il suo metodo pedagogico.
Questo approccio pedagogico fu riconosciuto fin da subito come efficace e rivoluzionario, a tal punto che fino a qualche anno prima della sua morte avvenuta nel 1952 a Noordwijk (Paesi bassi), la Montessori viaggiò in tutto il mondo per illustrare il suo metodo.
I principi del metodo montessoriano
Ma in cosa consiste il metodo montessoriano? E quali sono i suoi principi?
Alla base di tutto c’è il bambino, con i suoi bisogni, le sue capacità, le sue potenzialità e i suoi ritmi. La centralità del bambino e il rispetto dei suoi ritmi si riflettono anche nel metodo montessoriano: attraverso un ambiente educativo che favorisce la libera scelta e l’autonomia, il bambino può esprimere appieno il suo potenziale nascosto.
Nel metodo montessoriano sono fondamentali i materiali didattici che permettono al bambino di apprendere attraverso l’azione concreta e manipolativa. Ad esempio, in un ambiente montessoriano possono esserci blocchi colorati, carte con lettere e altri oggetti progettati per aiutare il bambino ad esplorare attraverso i sensi concetti in modo concreto. I materiali didattici, inoltre, sono studiati per essere auto-correttivi, permettendo al bambino di auto-correggersi quando sbaglia, sviluppando così la fiducia in sé e senso critico.
Gli insegnanti sono chiamati “guide”: non detengono loro le conoscenze, bensì svolgono un ruolo di osservazione e guida per capire le potenzialità dei bambini, le loro esigenze e i loro interessi, e organizza momenti ottimali di apprendimento (“periodi sensibili”).
Ancora oggi e il metodo montessoriano è usato dalle scuole di tutto il mondo, dimostrando di essere ancora di straordinaria attualità e della validità del lavoro.