Si inaugura – presso l’Università eCampus di Roma – la monografica dell’artista brasiliano “Vivere, Esplorare, Preservare”; quindici opere digitali che affrontano temi urgenti quali l’ecologia e la salvaguardia del pianeta
L’Università eCampus di Roma, in Via Matera 18, diretta da Rita Neri, ospita la mostra personale di Carlo Gasperoni, “Vivere, Esplorare, Preservare”, visitabile dal 29 gennaio al 1° marzo 2026. Attraverso un linguaggio personale che intreccia tradizione e sperimentazione, le opere del Maestro sviluppano una riflessione profonda sulle criticità del mondo contemporaneo, con particolare attenzione ai temi legati all’emergenza climatica.
L’inaugurazione della personale si terrà il 29 gennaio alle ore 18, alla presenza dell’artista. Nel corso dell’esposizione sarà possibile approfondire il lavoro di un autore capace di portare progetti concepiti in ambito digitale, composizioni astratte, dove il gesto creativo si trasforma in segni fluidi ma decisi in uno spazio sospeso tra atmosfere leggere ed evocative. Il colore riveste un ruolo centrale: declinato in tonalità brillanti e fluorescenti, diventa chiave interpretativa di ogni narrazione. Pur prediligendo un linguaggio informale, a tratti pop, i lavori rimandano al mondo naturale, ma anche allo spazio cosmico e al paesaggio urbano. L’eterogeneità iconografica crea una produzione ricca e variegata, in cui l’arte si configura quale strumento di comunicazione di valori universali.
Si alternano così composizioni legate alla natura, come la serie Incanto notturno, in cui suggestioni floreali riempiono la superficie con una ricca gamma cromatica, a opere dal carattere introspettivo, come Thinking of you, o ispirate al mondo delle stelle, tra cui Atlante saturno. Non mancano anche rifermenti alle terre di origine dell’artista, come nella vibrante Copacabana, in cui si percepisce il pulsante mosaico umano del famoso quartiere di Rio de Janeiro. La ricerca del Nostro rimane però ancorata principalmente a chiare finalità ecologiste: portare chi osserva a riflettere sul rapporto tra uomo, natura e universo, e sulle conseguenze del comportamento umano verso il pianeta e i popoli.
Come afferma lo stesso Gasperoni: “Noi esseri umani aspiriamo ad una consapevolezza del presente anche con un pensiero d’amore, senza il quale non si può dire che la vita sia vita. E allora assaporiamo il dono dell’incanto, del sogno e del risveglio, con la curiosità che ci spinge fuori dalla terra, in uno spazio brulicante di corpi celesti e forse di esistenza. Tuttavia, occorre vivere la realtà non solo in senso figurato, ma curandola in tutti i modi, usando pure quella tecnologia che possa aiutare a sopravvivere in un mondo il cui futuro appare fin troppo affollato. Basta distruzione: usiamo i droni non già per la guerra, ma semmai per difenderci dal degrado del nostro troppo sfruttato pianeta!”.
Attraverso una selezione di quindici opere, gli ospiti sono invitati ad immergersi in un’esplosione di colori e in una trama di linee morbide e stratificate. Come suggerisce anche il titolo della mostra, lo spettatore non è chiamato solo a osservare, ma a intraprendere un viaggio. La produzione conduce infatti verso una dimensione luminosa, vibrante e musicale, dalla quale emerge una maggiore consapevolezza e, soprattutto, l’urgenza di preservare il mondo che abitiamo.







