Premio Oscar: storie e paradossi della statuetta più ambita

da | Gen 26, 2026 | Attualità

Da poco sono state rese note le nomination della 98esima edizione degli Academy Awards, che si terrà a Los Angeles il prossimo 15 marzo. La sontuosa cerimonia è così antica e iconica che ci sembra di conoscere tutto su di essa, ma è davvero così? Sicuramente, in pochi sanno gli aneddoti che abbiamo selezionato per questo pezzo. Cominciamo dal simbolo più rappresentativo della kermesse, la statuetta, meglio nota come “premio Oscar”.

Una buffa somiglianza

Fu battezzata così per Margaret Herrick, bibliotecaria e segretaria dell’Academy negli anni ’30, che disse che assomigliava a suo zio Oscar. Era il 1931. Questo ambitissimo gingillo è fatto di bronzo massiccio placcato con oro a 24 carati, è alto 34,3 cm e pesa quasi 4 kg. Sono davvero il merito e la qualità a valere il riconoscimento al cinema più famoso di tutti? Sarà, eppure, pellicole leggendarie non sono state in grado di aggiudicarselo, vedi “Quarto potere”, Taxi Driver, “Il grande Lebowski”, “C’era una volta in America”, Blade Runner.

Interpretazioni brevi ma grandiose

Adesso, diamo uno sguardo agli attori che, a dispetto di una presenza limitata nella pellicola, hanno brillato tanto da vincere la statuetta. Il record assoluto è di Beatrice Straight, che, in “Quinto potere”, trionfò con una presenza di appena 5 minuti e 40 secondi. Judi Dench vinse invece con 8 minuti di girato, in “Shakespeare in Love”; Anthony Hopkins con circa 16 minuti, ne “Il silenzio degli innocenti”. E dire che, in barba a quanti lo sognano, qualcuno l’Oscar l’ha perfino rifiutato…

Momenti imbarazzanti

Nel 1973, Marlon Brando vinse come miglior attore protagonista per “Il padrino”, ma non andò a ritirare il premio. Al suo posto, sul palcoscenico giunse una delegata, Sacheen Littlefeather, attivista nativa americana che respinse la statuetta come gesto politico, denunciando il modo in cui Hollywood trattava i popoli indigeni. Chiaramente, il deus ex machina della protesta era Brando stesso, che affidò a Sacheen una lettera da leggere ai microfoni dell’Academy, contenente le ragioni di quel clamoroso rifiuto. Prima di Marlon, nel 1971, a snobbare l’Oscar fu George C. Scott, premiato dall’Academy per la sua interpretazione in “Patton, generale d’acciaio”. Motivo del gesto: «La notte degli Oscar è una parata di carne».

Due vincitrici

Se pensate di aver già sentito tutto, aspettate di sapere della volta in cui l’Oscar finì in pareggio: nel 1969, Katharine Hepburn e Barbra Streisand vinsero entrambe come miglior attrice. Alle candidate andò lo stesso numero di voti, così la giuria decise di decretare due vincitrici, senza esclusioni. L’episodio più assurdo ebbe luogo nel 2017… In quell’anno “La La Land” venne annunciato come miglior film, ma invero a vincere era stato “Moonlight. Quando i presentatori si accorsero della svista, il cast di “La La Land” era già sul palco e dovette sgomberare in fretta per lasciare spazio ai legittimi vincitori.

Il vincitore più giovane

Quanto al trionfatore più giovane vi siete mai interrogati? In cima al podio vi è il record di Tatum O’Neal, che sollevò la statuetta ad appena 10 anni, con la sua interpretazione in “Paper Moon”, nel 1974. Non resta che aspettare, ormai poco, per scoprire quali sorprese ci riserverà l’imminente edizione della kermesse. Ci lasciamo con un’unica certezza: comunque vada, anche questa sarà memorabile.