Sempre con il telefono in mano? Potresti perdere amici

da | Feb 3, 2026 | Attualità

Se una volta era sufficiente uno scatto per perpetuare un ricordo, adesso non ne bastano venti. Va da sé che ogni circostanza quotidiana si trasforma in un reportage fotografico, dalle passeggiate alle cene tra amici. Filmare è diventato un gesto automatico, quasi un riflesso incondizionato. A tutto questo ci siamo abituati, sembra quasi normale. Eppure, secondo una recente ricerca pubblicata dal Association for Consumer Research, questa abitudine apparentemente innocua potrebbe avere un effetto collaterale importante: allontanare le persone che ci stanno accanto.

Lo studio

Lo studio, apparso sul Journal of the Association for Consumer Research, ha analizzato come viene percepita socialmente una persona che registra costantemente ciò che vive. Il risultato è sorprendente: chi filma tutto viene giudicato come meno presente, meno coinvolto e meno interessato al momento condiviso. Non perché il telefono dia fastidio in sé, ma perché comunica qualcosa di più profondo. Agli occhi degli altri, quel gesto suggerisce che la priorità non è l’esperienza comune, bensì il contenuto da conservare o da pubblicare.

L’esperimento

Durante gli esperimenti, i partecipanti hanno riferito di sentirsi meno connessi a chi passava gran parte del tempo a riprendere la situazione. Questa distanza emotiva, anche se sottile, ha conseguenze concrete: molte persone hanno dichiarato che sarebbero meno propense a invitare di nuovo qualcuno che tende a documentare ogni istante. In altre parole, il comportamento del “filmare sempre” può ridurre le possibilità di essere coinvolti in futuri momenti sociali. Che si tratti di smartphone, videocamera o altro, durante una situazione conviviale, puntare un dispositivo su amici o conoscenti comunica a che non siamo davvero presenti, ma interessati a documentare il momento per confezionarlo e proporlo a chi lo osserverà dall’esterno, una volta condiviso sui social. Come risultato, nessuno ci inviterà più.

Uso equilibrato della tecnologia

Per interrompere questo circolo vizioso, è imperioso rendersi consapevoli di come veniamo percepiti, così da correggere alcuni comportamenti. Ciò non significa demonizzare la tecnologia o smettere del tutto di scattare foto e girare video. La ricerca invita piuttosto a un uso più consapevole. Alcuni momenti meritano di essere conservati, certo. Ma altri acquistano valore proprio perché restano intimi, vissuti pienamente, non mediati da uno schermo.

L’importanza dell’interazione

Il messaggio di fondo è semplice: le relazioni si costruiscono sulla presenza reale. Guardarsi negli occhi, ridere insieme, condividere un silenzio o una battuta spontanea crea un legame che nessun video può sostituire. Oltre a constatare un trend, questa ricerca ci ricorda il valore delle vere connessioni, che non hanno bisogno di essere documentate, bensì vissute. Fino in fondo.