Preparare un esame in 15 giorni? La nostra tabella di marcia per riuscirci

da | Feb 19, 2026 | Consigli della settimana

È possibile preparare un esame in quindici giorni? La risposta è sì. Chiaramente non è la più semplice delle missioni, ma con un po’ di buona volontà, una discreta dose di motivazione e una concentrazione capace di mantenere il focus, il gioco è fatto. Se poi disponete di una tabella di marcia come quella che vi proponiamo di seguito, siete in una botte di ferro.

In realtà, quindici giorni possono sembrare un tempo particolarmente esiguo; tuttavia, sono sufficienti per percorrere gli step fondamentali previsti da qualsiasi esame: consolidare i concetti chiave, fare ripassi strategici e simulare la prova.

Giorni 1-2: analisi del programma e pianificazione

I primi due giorni non sono dedicati allo studio intensivo. È il momento di leggere l’indice del libro, controllare il programma ufficiale, recuperare eventuali appunti e verificare se esistono domande d’esame degli anni precedenti.

In questa fase è fondamentale dividere il materiale in blocchi. Se il libro ha quindici capitoli, potete programmare un capitolo al giorno, lasciando gli ultimi giorni ai ripassi. Se il materiale è più complesso, suddividetelo per macro-argomenti.

Una pianificazione chiara riduce l’ansia e rende il percorso più gestibile.

Giorni 3-9: studio attivo e comprensione profonda

Questa è la fase centrale della preparazione. Ogni giornata dovrebbe essere organizzata in tre momenti distinti: apprendimento, rielaborazione e verifica.

1. Apprendimento

Durante la prima parte della giornata studiate il nuovo argomento. Leggete in modo attivo, sottolineando solo ciò che è essenziale. Cercate di comprendere davvero, evitando la memorizzazione meccanica.

2. Rielaborazione

Nella seconda parte create uno schema, una mappa concettuale o un riassunto scritto con parole vostre. Questo passaggio è cruciale: se riuscite a spiegare un concetto in modo semplice, significa che lo avete davvero compreso.

3. Verifica

Nella terza fase provate a ripetere ad alta voce, come se foste già all’esame. Questo vi permetterà di individuare eventuali lacune o punti poco chiari.

Ogni sera dedicate almeno trenta minuti al ripasso degli argomenti studiati nei giorni precedenti. Il ripasso distribuito è ciò che consolida la memoria a lungo termine.

Giorni 10-12: ripasso strutturato e collegamenti

In questa fase non si studia più materiale nuovo: si passa alla revisione completa.

Rileggete schemi e mappe concettuali e lavorate sui collegamenti tra gli argomenti, perché all’esame spesso vengono richieste connessioni e confronti. Simulate possibili domande aperte. Se l’esame è orale, provate a sostenere una simulazione completa parlando per dieci o quindici minuti su un argomento. Se è scritto, esercitatevi con tracce degli anni precedenti.

Questo è anche il momento di chiarire eventuali punti critici, consultando manuali, appunti o materiali integrativi.

Giorni 13-14: simulazione reale dell’esame

Ora è il momento di mettervi alla prova in condizioni simili a quelle reali. Se l’esame è orale, registratevi mentre rispondete a una domanda: riascoltarvi vi aiuterà a capire se il discorso è chiaro, fluido e coerente. Se è scritto, impostate un timer e svolgete una prova completa nel tempo previsto.

Evitate di aggiungere nuovi contenuti: concentratevi piuttosto sulla sicurezza espositiva e sulla chiarezza.

Giorno 15: ripasso leggero e gestione dell’ansia

L’ultimo giorno non è fatto per studiare fino a notte fonda. È il momento di rivedere soltanto gli schemi principali e i concetti chiave. Dormire bene è parte integrante della preparazione. La memoria si consolida durante il sonno e la lucidità mentale può fare la differenza.

È il momento… guardatevi allo specchio, ribadite la fiducia in voi stessi e mettete a frutto l’impegno a cui non vi siete sottratti.

In conclusione

Preparare un esame in quindici giorni non dovrebbe diventare una consuetudine: non è un approccio sano allo studio. Tuttavia, in alcuni casi può rivelarsi necessario. Ed è proprio in quei momenti che una strategia chiara e strutturata può fare la differenza.

Con metodo, disciplina e fiducia, anche quindici giorni possono bastare.