Anche gli animali si ubriacano. Soprattutto gli elefanti

da | Feb 24, 2026 | Attualità

Pensate che solo la specie umana possa incorrere nell’ubriachezza? Vi sbagliate. Durante un safari in Kenya potrebbe capitarvi di imbattervi in un elefante… un po’ alticcio. Proprio così: questi imponenti mammiferi possono subire gli effetti del consumo di frutta fermentata e sperimentare una sorta di ebbrezza involontaria.

E non sono i soli. In natura sono stati osservati comportamenti simili anche in tassi, cervi, alci, scimmie, moscerini della frutta e perfino delfini. Pensavamo che la Disney esagerasse nel conferirgli comportamenti umani, invece: molte specie animali, per certi aspetti, si rivelano sorprendentemente simili a noi. Con una differenza sostanziale, però: gli animali non cercano consapevolmente l’ebbrezza. Per loro si tratta di un effetto collaterale accidentale.

Da dove arriva l’alcol in natura?

La risposta è semplice: dalla fermentazione. L’etanolo si forma naturalmente quando i lieviti trasformano gli zuccheri presenti nella frutta molto matura, nella linfa o nel nettare. Molti animali frugivori o nettarivori si nutrono abitualmente di questi alimenti, talvolta già in fase di decomposizione, ingerendo così piccole quantità di alcol.

Perché proprio gli elefanti?

Le “sbronze” più spettacolari sembrano riguardare soprattutto gli elefanti africani, spesso associati al consumo dei frutti dell’albero di marula. In alcune occasioni sono stati osservati mentre barcollano o mostrano comportamenti insoliti dopo aver ingerito grandi quantità di frutta fermentata.

A voler approfondire scientificamente la questione è stata la ricercatrice Mareike Janiak dell’Università di Calgary, che ha studiato il gene ADH7 in 85 specie di mammiferi. Questo gene codifica per un enzima coinvolto nel metabolismo dell’alcol. I risultati hanno mostrato che il gene ADH7 tende a essere non funzionante nelle specie che non consumano regolarmente frutta o nettare, ma si nutrono prevalentemente di erba, foglie o carne.

Gli elefanti, che hanno una dieta basata soprattutto su vegetazione e fogliame, possiedono una versione meno efficiente di questo gene. Di conseguenza, metabolizzano l’alcol con maggiore difficoltà rispetto ad altre specie abituate a ingerire zuccheri fermentati.

Mito o realtà?

È importante precisare che, secondo alcuni studi, perché un elefante raggiunga un vero stato di ebbrezza servirebbero quantità enormi di frutta fermentata. Tuttavia, il principio biologico resta valido: la capacità di metabolizzare l’alcol varia tra le specie ed è strettamente legata alla loro evoluzione alimentare.

Insomma, se vi capitasse di sentire storie di elefanti alticci nella savana, non pensate subito a un’esagerazione folkloristica. La natura, ancora una volta, dimostra di essere più complessa e sorprendente di quanto immaginiamo.