La musica lo-fi aiuta davvero a studiare meglio? Ecco cosa dice la scienza

da | Mar 12, 2026 | Consigli della settimana

Da anni milioni di studenti usano la musica, in particolare la musica lo-fi, come alleato durante le sessioni di studio. Tantissimi, infatti, ritengono che avere come sottofondo questo genere musicale durante lo studio aiuti loro a concentrarsi e addirittura a ricordare meglio le informazioni. Ma la musica lo-fi aiuta davvero a studiare meglio? E cosa dice la scienza?

Cos’è la musica lo-fi

Il termine lo-fi è l’abbreviazione di “low fidelity”, cioè bassa fedeltà audio. È un genere che mescola jazz, hip hop strumentale, soul e musica elettronica, nasce in contrapposizione all’hi-fi (alta fedeltà audio) e indica una produzione musicale volutamente imperfetta: suoni grezzi, piccoli errori, rumori di sottofondo come pioggia, vento o vinile, fruscii e melodie ripetitive.

Anche i tempi sono lenti, tra i 60 e 90 BPM, e generalmente è caratterizzato da un’assenza di voci o quando presenti sono quasi impercettibili, con strutture armoniche semplici e ripetitive, rendendola una musica piacevole da tenere in sottofondo.

Questi tratti non sono casuali: l’obiettivo è di creare un’atmosfera calda e rilassata per creare un paesaggio audio rassicurante, senza sorprese, per non catturare completamente l’attenzione in modo invadente.

Cosa dice la scienza

L’effetto della musica sulla nostra mente è oggetto di diversi studi scientifici già da anni, e diversi studi sul rapporto tra musica e concentrazione mostrano che l’efficacia dipende dal tipo di compito e dalle preferenze personali.

Grazie ai suoi ritmi lenti costanti, le melodie ripetitive e l’assenza di voci e testi, la musica lo-fi sembra sia in grado di ridurre lo stress e favorire un ritmo costante di lavoro, soprattutto quando si tratta di compiti ripetitivi, mantenendo la mente impegnata, concentrata ma allo stesso tempo calma.

Tuttavia, non è così per tutti. Altre ricerche mostrano che la musica, benché rilassante, può interferire durante attività che richiedono forte attenzione analitica come la lettura di testi, la risoluzione di problemi complessi o la memorizzazione di definizioni.

Insomma, la musica lo-fi non aiuta in assoluto a studiare meglio: l’importante non è se ascoltarla, quando e come, ma è capire se è un vero alleato durante le sessioni di studio o no.