Dispersione scolastica, l’Italia sotto la media europea e meglio di Germania e Finlandia

da | Mag 12, 2026 | Mondo Scuola

È un traguardo importantissimo quello raggiunto dall’Italia: per la prima volta il tasso di dispersione scolastica è inferiore alla media europea. Ad attestarlo sono i dati recentemente pubblicati da EUROSTAT relativi al 2025 secondo cui in Italia il tasso è dell’8,2%, superando con cinque anni di anticipo l’obiettivo europeo di un tasso di dispersione del 9% entro il 2030.

A livello europeo la media è del 9,1%, ma ad assumere particolare rilevanza è il fato che in altri Paesi la tendenza è opposta rispetto quella italiana. In Germania la dispersione scolastica è in aumento, con un tasso del 13,1%, mentre in Finlandia si attesta al 9,9%.

Quello italiano è un dato storico per il sistema nazionale “che conferma l’efficacia delle misure adottate e pone le basi per ulteriori sviluppi positivi nei prossimi anni”, si legge in una nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il ruolo di Agenda Sud

Nel recente rapporto Joint Employment della Commissione Europea, che si basa su dati Eurostat, si riconosce tra l’altro l’importanza di Agenda Sud come buona pratica. Lanciata nel 2023, l’obiettivo principale dell’Agenda Sud è il rilancio del Mezzogiorno, dando “una visione e una strategia” e affrontando “le tematiche che generano la dispersione scolastica” attraverso dieci punti.

“Per la prima volta la dispersione scolastica scende sotto la media europea. Dal 2023 al 2025 abbiamo restituito prospettive e opportunità a mezzo milioni di giovani. È un traguardo straordinario che coinvolge anche Regioni come Calabria, Puglia, Campania che oggi per la prima volta risultati migliori rispetto a quelli di grandi Paesi europei come la Germania. Una significativa riduzione della dispersione anche in Sicilia e Sardegna.”, ha dichiarato il ministro Giuseppe Valditara.

“Le misure che abbiamo introdotto, da Agenda Sud al decreto Caivano, insieme alla personalizzazione dei percorsi educativi grazie al docente tutor, stanno contribuendo in maniera significativa a contrastare la dispersione scolastica, garantendo la effettività del diritto allo studio.

“Un ringraziamento particolare ai docenti della scuola italiana che hanno contribuito al raggiungimento di questo storico risultato”.