L’estate è ormai alle porte ed è corsa alle vacanze. Spesso, dopo una stagione lavorativa vissuta freneticamente, ancor più che del divertimento è del relax che si sente davvero il bisogno. La meta ideale in cui trascorrere le ferie, che sia casa propria o un resort stellato, deve pertanto rispondere a determinati criteri di silenzio, quiete e comfort.
Con questi presupposti, si potrebbe pensare che bastino cinque giorni per ritrovare il proprio equilibrio e ricaricare le energie. Eppure la scienza suggerisce che le cose funzionino in modo leggermente diverso: per raggiungere il massimo livello di relax associato alle ferie occorrerebbero almeno otto giorni di vacanza. Fino a quel momento, infatti, il corpo e la mente attraversano una fase di adattamento che prepara al vero riposo.
Il vero relax arriva dopo otto giorni
A confermarlo è uno studio scientifico pubblicato sul Journal of Happiness Studies, che ha monitorato persone durante vacanze estive lunghe, della durata media di 23 giorni. I ricercatori hanno concluso che il benessere psicologico raggiunge il suo picco intorno all’ottavo giorno di vacanza.
Benché caratterizzati da un comprensibile entusiasmo, i primi due o tre giorni corrispondono infatti a una fase di “decompressione”. Tra il quarto e il settimo giorno i livelli di stress continuano a diminuire, ma è attorno all’ottavo che si osserva il massimo beneficio in termini di energia, umore e sensazione di relax.
Le vacanze brevi fanno bene, ma gli effetti durano meno
Questo non significa che una vacanza di pochi giorni sia inutile. Tutt’altro.
Un’altra ricerca, pubblicata sulla rivista Stress and Health, ha seguito 80 lavoratori durante vacanze di quattro o cinque giorni, misurandone i livelli di salute e benessere prima, durante e dopo il periodo di ferie. Lo studio ha rilevato un miglioramento significativo delle condizioni psicofisiche già nel corso della vacanza.
Tuttavia, i benefici tendevano ad attenuarsi rapidamente una volta tornati al lavoro. In altre parole, anche pochi giorni di pausa possono aiutare a recuperare energie, ma potrebbero non essere sufficienti per raggiungere il livello di benessere osservato nelle vacanze più lunghe.
Quanto dura il benessere dopo il rientro?
Di tutt’altra portata possono essere gli effetti delle vacanze più lunghe sul benessere complessivo. Alcune ricerche recenti suggeriscono che i benefici psicologici possano protrarsi fino a circa sei settimane dopo il ritorno alla vita quotidiana.
La durata di questi effetti dipende però da diversi fattori. Chi durante le ferie continua a controllare email, partecipare a riunioni o lavorare da remoto tende infatti a recuperare meno rispetto a chi riesce a interrompere davvero il contatto con gli impegni professionali.
Per rilassarsi davvero bisogna imparare a staccare
Il concetto di “vacanza” resta inevitabilmente soggettivo, ma la scienza ha provato a definirne alcuni contorni. Non basta allontanarsi dal lavoro e dalla frenesia di tutti i giorni per raggiungere il tanto agognato stato di benessere: occorre concedersi il tempo necessario per decomprimere e, soprattutto, riuscire a staccare davvero la spina.
Per questo motivo la qualità del riposo conta almeno quanto la sua durata. E forse il segreto di una vacanza rigenerante non sta soltanto nella destinazione scelta, ma nella capacità di lasciarsi alle spalle, almeno per qualche giorno, le preoccupazioni della vita quotidiana.







