Siete sicuri che i vostri beniamini della musica sappiano cantare? La verità potrebbe sorprendervi.
Una volta esisteva il talento naturale, ora il vero talento è confezionare ad arte una voce che, seppur bella, ogni tanto vacilla. Come se non fosse evidente, stiamo parlando dell’Auto-Tune, un software per la correzione dell’intonazione che solo un decennio fa costituiva un tabù tra gli addetti ai lavori. Ad oggi è stato decisamente sdoganato. Anzi, ammettere di usarlo fa perfino “figo”, come fosse un trend al quale, se non ti conformi, non sei sul pezzo.
Le Origini e la Diffusione dell’Auto-Tune
Nato nel 1997 dall’ingegnere statunitense Andy Hildebrand, l’Auto-Tune ha dovuto attendere a lungo per un vero e proprio riscatto, processo che si compie adesso. Infatti è diventato quasi una scelta estetica per i tanti performer che, fuori dai denti, riconoscono di utilizzarlo. Vediamone alcuni…
Grandi Voci che lo usano
Nella lista figura perfino una fuoriclasse come Giorgia la quale, ancor più che per l’amabilità dei suoi brani, è apprezzata per la potenza della voce. Ma si impone una precisazione: l’artista romana non ricorre all’Auto-Tune per colmare delle lacune, bensì per conferire una texture sonora diversa alla sua voce flautata.
Restiamo in casa, dove troviamo il vincitore di Sanremo 2025 Olly, il quale ha sempre gestito con serenità e autocontrollo le accuse che gli sono state talvolta mosse di abusare di Auto-Tune. Ne fa ricorso e lo dichiara. Anche durante i live, in tempo reale.
Come lui anche Rose Villain, che non solo se ne serve per intervenire su eventuali sbavature della voce, ma anche per caratterizzare le sue performances. Allo stesso modo, Angelina Mango identifica l’Auto-Tune con una risorsa preziosa per chi fa musica.
Gli artisti internazionali
Spostiamoci Oltreoceano, dove la lista si arricchisce di nomi del calibro di Cher: è considerata la pioniera di questo strumento, essendo stata tra le prime a usarlo. La sua hit “Believe” ha la tipica sonorità da Auto-Tune, ma questo non le ha impedito di aggiudicarsi un Grammy Award e di perpetuarsi quale brano tra i più iconici di sempre.
È interessante il punto di vista di Katy Perry, altro nome in lista, che da solo basterebbe a definire il perimetro di utilizzo dell’Auto-Tune. Invitata a dire la sua sull’argomento, ha affermato: “Tutti quanti lo usano, ormai si tratta solo di capire quanto ne usi”.
Il Confine tra talento e credibilità
Effettivamente, come in tutte le cose, anche qui misura ed equilibrio fanno la differenza. L’Auto-Tune può valorizzare il talento di un bravo performer o contribuire alla sua deriva, in caso di utilizzo errato. Se non si tiene conto di questo sottile confine, si rischia di perdere la credibilità da parte di un pubblico che non perdona e non concede seconde possibilità. Perché gli strumenti per intervenire sulle note calanti ci sono, per correggere i passi falsi no.







