Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) è il documento che programma il piano educativo di un alunno con disabilità per favorirne l’inclusione e promuoverne al massimo le sue potenzialità. Ogni anno scolastico, le scuole redigono il PEI per ciascun alunno certificato, descrivendo obiettivi, strumenti, strategie e risorse necessari e rendere effettiva la partecipazione alla vita di classe.
Il PEI è disciplinato dal Decreto Legislativo 66/2017 e dai Decreti Interministeriali 182/2020 e 153/2023, che hanno introdotto modelli nazionali uniformi fondati sula classificazione ICF dell’Organizzazione Mondiale della sanità. Il quadro normativo è stato aggiornato dal Decreto Legge 170/2026, in vigore dall’1 ottobre 2026, che interviene sui tempi di redazione e ore di sostegno.
Che cos’è il PEI
Il PEI è il documento in cui sono individuati gli obiettivi educativi e didattici, gli strumenti, le strategie, i criteri di valutazione e le modalità di intervento ed inclusione per l’alunno con disabilità. Il PEI si inserisce all’interno del più ampio Progetto individuale (art.14 della L. 328/2000) e prevede la redazione del documento tenendo conto dell’accertamento della condizione di disabilità dell’alunno e del profilo di funzionamento.
Il documento viene elaborato ed approvato dal Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione (GLO), composto da docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione di genitori, figure professionali che seguono l’alunno e, nella scuola secondaria di secondo grado, dallo studente stesso.
Le quattro dimensioni del PEI
Il PEI si articola in diverse dimensioni di intervento, ciascuna delle quali descrive punti di forza, difficoltà, obiettivi e strategie. Le dimensioni sono principalmente quattro:
- dimensione della socializzazione e dell’interazione: si riferisce all’area relazionale-affettiva e riguarda il modo in cui lo studente si rapporta con gli altri studenti, con gli adulti e la motivazione all’apprendimento;
- dimensione della comunicazione e del linguaggio: riguarda la competenza linguistica (comprensione del linguaggio orale, produzione verbale e il suo uso) e quella comunicazionale intesa come modalità di interazione;
- dimensione dell’autonomia e dell’orientamento: riguarda l’autonomia della persona e all’autonomia sociale, alle dimensioni motorio-prassica e sensoriale;
- dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell’apprendimento: si riferisce alle capacità mnesiche, intellettive e all’organizzazione spazio-temporale; le strategie usate per la risoluzione di compiti propri per la fascia d’età, stili cognitivi, competenze di lettura, calcolo, scrittura, decodifica di testi o messaggi.
Oltre alle dimensioni, il PEI presenta sezioni dedicate agli interventi di assistenza e alle risorse, alla verifica e al raccordo col Progetto individuale, così che la progettazione scolastica si inserisca in un più ampio percorso di vita.
Il PEI non va confuso con il Piano Didattico Personalizzato (PDP). Il PDP è il piano dedicato agli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento (Legge 170/2010), o con altri bisogni educativi speciali, e si concentra su misure compensative e dispensative, nonché su strategie didattiche personalizzate, senza però prevedere le misure di sostegno.
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