Il più grande nemico dell’evoluzione personale è senz’altro la procrastinazione. “Lo farò dopo”, “lo dirò dopo”, “lo ascolterò dopo”… Ogni scusa è buona per rimandare qualcosa di cui non c’è urgenza, che però dovremmo o abbiamo promesso di fare. Benché lo si tenda a sottovalutare, tutto ciò è dannoso per il nostro equilibrio e minaccia di boicottarci.
C’è chi lo fa per pigrizia, chi per perfezionismo, ma l’ostinazione a procrastinare va indagata e risolta. Nei casi più gravi sarebbe opportuno rivolgersi a uno specialista, il quale si riveli in grado di risalire alle origini di questa malsana attitudine. Altrimenti, vi sono diversi altri trucchetti per imbrigliare la situazione.
Identificare le ragioni
In primo luogo, occorre identificare le ragioni che vi spingono a questo comportamento.
Rimandare potrebbe non essere solo una questione di organizzazione del tempo, ma un modo per regolare emozioni più profonde; la paura di un fallimento, ad esempio. Dare un nome alle emozioni è il primo step per affrontarle.
Capita altresì di procrastinare nell’aspettativa che il domani ci veda più predisposti ad affrontare un determinato compito, ma si tratta di un’aspettative poco realistica. Eve-Marie Blouin-Hudon, psicologa della Carleton University (Canada), suggerisce 10 minuti giornalieri di visualizzazione del sé del futuro: come sarete vestiti? Di che umore sarete? Forse nulla di tutto ciò è così diverso da quello che potreste fare oggi.
Attenzione al cellulare
Vi è poi uno strumento che i procrastinatori più accaniti farebbero bene a tenere ad anni luce di distanza da sé: il cellulare. Se voi basta un lieve “bip” a distogliervi da qualsivoglia attività, allora impostate il telefonino in modalità “silenzioso” e dimenticatevene, almeno fino a lavoro compiuto.
In ultimo, siate indulgenti con voi stessi: realizzare di aver rimandato, ancora una volta, le impellenze si accompagna a sentimenti di frustrazione. Anziché recriminare a voi stessi di esserci ricaduti, ammettete di avere un problema e date ascolto al desiderio di risolverlo. Per farla breve, sostituite i rimproveri autoinflitti con lo spirito di comprensione verso voi stessi.