Al giorno d’oggi, tutto scorre a ritmo accelerato, e noi non possiamo che adeguarci. A farne le spese, sono spesso le scelte di vita, prese in tempo record per non restare indietro. È proprio da qui che parte “Pensieri lenti e veloci”, il libro più celebre di Daniel Kahneman, premio Nobel per l’economia: da una domanda semplice e potentissima su come funziona il nostro modo di pensare, e su quanto spesso siano i nostri automatismi a prendere il controllo.
Di cosa parla
In maniera molto lucida e comprensibile, il volume illustra come dentro ciascuno di noi convivono due modalità di pensiero. Una è veloce ed estemporanea: ci permette di orientarci nel mondo senza fatica, di riconoscere un volto, di reagire a un pericolo, di formulare giudizi istantanei. L’altra è lenta e riflessiva: entra in gioco quando dobbiamo concentrarci, ragionare, mettere in discussione le prime impressioni. Entrambe sono indispensabili, ma il problema nasce quando la mente veloce si prende troppo spazio anche nelle situazioni che richiederebbero calma e analisi. Accade continuamente, e quasi sempre senza che ce ne accorgiamo.
Invito alla consapevolezza
Kahneman rivolge al lettore un invito alla consapevolezza, mettendolo al corrente di queste dinamiche della mente, che spesso sottovaluta, o ignora del tutto. Il libro è denso di esempi concreti e studi sperimentali, i quali spiegano perché tendiamo a fidarci della prima informazione che riceviamo, perché ricordiamo più facilmente certi eventi rispetto ad altri, perché soffriamo di più per una perdita che gioiamo per un guadagno equivalente, e perché costruiamo storie coerenti su noi stessi anche partendo da dati incompleti.
Un libro che ti cambia
Facilmente può succedere che il lettore, sfogliando il libro, si riconosca negli automatismi descritti, e, guardandoli dall’esterno, riesca a esercitare controllo su di essi. Forse l’aspetto più potente dell’opera è proprio questo invito alla consapevolezza. Come un film che si conclude con una lezione di vita, anche “Pensieri lenti e veloci”, una volta sfogliata l’ultima pagina, continua a lavorare dentro, cambiando la narrazione interiore di chi lo consulta e insegnandogli a difendere la sua ragionevolezza, con buona pace di un mondo frenetico che spesso invita a smarrirla. Una lettura consigliata a chicchessia, ma soprattutto agli appassionati di psicologia.







