Perché San Valentino è il patrono degli innamorati

da | Feb 13, 2026 | Attualità

Dici 14 febbraio, dici San Valentino. Ma perché è proprio questo il giorno riservato agli innamorati? E chi era davvero San Valentino?

La tradizione fa riferimento a San Valentino, figura storica vissuta nel III secolo dopo Cristo e vescovo di Terni. Secondo le fonti cristiane, fu martirizzato a Roma sotto l’imperatore Claudio II. La sua vicenda si intreccia presto con la sfera dell’amore, anche se le testimonianze sono più leggendarie che documentate.

Eroe degli innamorati

Si narra che l’imperatore avesse proibito i matrimoni tra giovani soldati, ritenendo che gli uomini non sposati fossero guerrieri migliori. Valentino, contrario a questa decisione, avrebbe celebrato matrimoni in segreto, diventando così protettore degli innamorati. Un’altra tradizione vuole che, mentre era in carcere, si affezionò alla figlia cieca del suo carceriere e le scrisse un messaggio firmato “dal tuo Valentino”, formula che riecheggia ancora oggi nei biglietti romantici.

Dall’antica Roma

Al di là delle leggende, la scelta del 14 febbraio si colloca in un contesto storico più ampio. Nell’antica Roma, a metà febbraio si celebravano i Lupercalia, feste pagane legate alla fertilità e al rinnovamento della vita. Con l’espansione del cristianesimo, molte ricorrenze pagane vennero sostituite o reinterpretate. Nel V secolo, papa Gelasio I fissò ufficialmente la memoria di San Valentino il 14 febbraio, contribuendo a cristianizzare un periodo dell’anno già associato simbolicamente alla fertilità e all’amore.

Al Medioevo

Il binomio San Valentino-amore romantico si consolidò soprattutto nel Medioevo… Il poeta Geoffrey Chaucer, nel XIV secolo, collegò per la prima volta la festa di San Valentino al corteggiamento e alla scelta del partner, inserendo l’idea che proprio a metà febbraio gli uccelli iniziassero ad accoppiarsi. Questo legame tra natura, risveglio primaverile e amore contribuì a diffondere l’immagine del 14 febbraio come giorno degli innamorati.

La fortuna dell’industria tipografica

Nel tempo la ricorrenza si è trasformata. Tra Ottocento e Novecento, soprattutto nei paesi anglosassoni, la tradizione dei biglietti d’amore stampati e dei piccoli doni prese piede grazie allo sviluppo dell’industria tipografica. Cuori rossi, rose, cioccolatini e dichiarazioni scritte diventarono simboli codificati della festa, che si diffuse poi in tutto il mondo come celebrazione laica dell’amore romantico.

La deriva consumistica

Oggi San Valentino è una festa che unisce elementi religiosi, tradizioni medievali e dinamiche commerciali moderne, tanto che spesso viene etichettata come ricorrenza consumistica, tenuta viva al solo scopo di monetizzare. Nonostante ciò, per alcuni mantiene un valore spirituale legato alla figura del santo; per altri è semplicemente un’occasione simbolica per esprimere affetto. In ogni caso, la sua origine è così affascinante da meritare di essere tramandata.