Inclusione scolastica e alunni con disabilità, i dati Istat sull’anno scolastico 2024/2025

da | Giu 3, 2026 | Mondo Scuola

L’Istat ha pubblicato il suo ultimo rapporto annuale riguardante l’inclusione scolastica e alunni con disabilità per l’anno scolastico 2024/2025. Nelle scuole italiane, gli alunni con disabilità hanno raggiunto quota 377mila, cioè il 4,8% degli iscritti complessivi, una percentuale quasi raddoppiata nell’arco di un decennio.

L’indagine presenta un quadro in chiaroscuro: se da un lato crescono le risorse umane dedicate, con più insegnanti di sostegno e docenti specializzati, e il livello di formazione medio è accresciuto, dall’altro persistono criticità strutturali come le barriere fisiche presenti nelle scuole.

Gli alunni con disabilità: un quadro

Rispetto l’anno precedente, si registra un aumento di circa 18mila studenti con disabilità, un incremento pari al 5% e una cifra quasi raddoppiata negli ultimi dieci anni. L’aumento è dovuto a diversi fattori quali una maggiore attenzione nella diagnosi e certificazione, una domanda maggiore di assistenza da parte delle famiglie e una maggiore sensibilità da parte delle scuole stesse verso il tema dell’inclusione scolastica.

La concentrazione maggiore si registra nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, dove la quota raggiunge il 6% degli iscritti, mentre nelle scuole secondarie di secondo grado la percentuale è del 3,7% e nelle scuole dell’infanzia è del 3,4%.

Marcate, inoltre, sono le differenze di genere: 236 alunni ogni 100 alunne, “un dato in linea con le statistiche epidemiologiche che da tempo segnano una maggiore diffusione tra i maschi dei disturbi del neurosviluppo, con particolare riferimento a quelli dello spettro autistico, dell’attenzione e del comportamento”, si legge nell’indagine.

Le tipologie di disabilità

La quasi totalità degli alunni con disabilità (98%) ha una certificazione di disabilità o di invalidità che consente l’attivazione del sostegno scolastico.

Le condizioni più diffuse sono quelle di tipo intellettivo e i disturbi dello sviluppo psicologico (36% degli alunni con disabilità), seguono i disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione (quasi un quinto degli studenti), disabilità motorie (9%) e quella visiva o uditiva (circa 7%).

Più di uno studente su quattro ha limitazioni nell’autonomia. La difficoltà maggiore è quella comunicativa (20%), seguita dall’uso dei servizi igienici (17%), mentre le limitazioni negli spostamenti e nell’alimentazione rappresentano il 12% e il 7% dei casi.

Gli insegnanti per il sostegno

Sono oltre 261mila gli insegnanti per il sostegno impiegati nelle scuole italiane, un aumento del 6% rispetto l’anno precedente. Il rapporto alunno-insegnante nelle scuole statali è di 1,4 (nelle scuole non statali è 1,8), un risultato migliore rispetto al limite di 2 previsto dalla legge, e le ore medie settimanali di sostegno per ogni alunni sono 15,8, con valori più elevati nelle scuole dell’infanzia e primaria.

Tuttavia, all’avvio dell’anno scolastico più del 22% dei docenti di sostegno non risultava ancora assegnato, mentre a un mese dall’inizio delle lezioni, la quota dei posti vacanti era ancora del 10%, con i ritardi concentrati soprattutto nelle scuole dell’infanzia e primarie e nelle regioni del Nord, dove la quota dei docenti non ancora assegnati all’inizio dell’anno sale al 26%.

Nell’ultimo anno, la quota di insegnanti di sostegno specializzati è passata dal 73% al 78%, tuttavia rimane una quota non trascurabile del 22% (circa 57mila insegnanti) privi di specializzazione. Questa è particolarmente concentrata nelle regioni del Nord (32%), con le scuole dell’infanzia e primarie maggiormente colpiti, con rispettivamente il 27% e il 28% degli insegnanti non specializzati.

La discontinuità didattica

Rimane, purtroppo, il problema della discontinuità didattica, che incide direttamente sulla qualità del percorso formativo degli studenti più vulnerabili. Quasi il 60% degli alunni ha cambiato insegnante di sostegno rispetto l’anno scolastico precedente, salendo al 61% nelle scuole secondarie di primo grado e al 70% nelle scuole dell’infanzia, senza particolari differenze territoriali né variazioni annuali.

Il quadro è ancora più preoccupante se si considera che il 9,4% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno anche nel corso dello stesso anno scolastico, e il 7,6% di questi aveva già subito un cambio rispetto l’anno precedente, incidendo in modo sproporzionato chi avrebbe più bisogno di stabilità e fiducia reciproca.

Solo due scuole su cinque sono accessibili

Sono ancora numerose le barriere fisiche: solo il 40% degli edifici scolastici risulta accessibile per gli alunni con disabilità motoria. La situazione migliora al Nord (44% di scuole a norma), dove spicca la Valle d’Aosta come regione più virtuosa (64%), mentre le regioni del Mezzogiorno raggiungono i livelli più bassi (35%).

La mancanza di un ascensore o la presenza di un ascensore non adatto al trasporto delle persone con disabilità rappresentano le barriere più diffuse (50%). Frequenti sono le scuole sprovviste di servo scala interno (37%), bagni a norma (25%) o rampe interne per il superamento di dislivelli (25%). Rari sono i casi, invece, in cui le scale o le porte non sono a norma (rispettivamente 7% e 3%).