Jane Goodall è tra le più note etologhe e antropologhe contemporanee. Il suo operato di professionista vale doppio, in relazione al fatto che ella ha agito in un periodo storico in cui si guardava con diffidenza alle donne attive nel suo settore. È nota soprattutto per gli studi sui primati e per l’impegno ambientalista. Il suo interesse per gli animali risale agli anni dell’infanzia, quando cominciò ad appassionarsi alle altre forme di vita e al continente africano. Di quella passione, crescendo, ne avrebbe fatto il suo destino. Le sue indagini sulla vita sociale e familiare degli scimpanzé, iniziate nel 1960 al Parco Nazionale di Gombe Stream, in Tanzania, hanno permesso di conoscere approfonditamente questa specie, che ad oggi si classifica come la più simile a quella umana.
Gli scimpanzé come umani
Su questi animali, l’antropologa chiosò: “ora dobbiamo ridefinire l’uomo, ridefinire lo strumento, o accettare gli scimpanzé come umani. Tra essi si può stabilire un legame prossimo, supportivo, affettivo, che si sviluppa tra membri familiari ed altri individui all’interno di una comunità. Le relazioni più forti possono persistere nel corso di tutta una vita per oltre 50 anni”. Ed ancora: “sono molto più consapevoli e intelligenti di quanto abbiamo mai immaginato e, nonostante siano stati allevati come schiavi domestici, sono esseri individuali a pieno titolo. Come tali meritano il nostro rispetto e il nostro aiuto. Chi chiederà aiuto per loro se stiamo in silenzio?”.
Istituto Jane Goodall
Jane Goodall è altresì la fondatrice dell’omonimo “Istituto Jane Goodall”, impegnato nello studio e nella tutela delle grandi scimmie antropomorfe. Questa onorevole fondazione, nata nel 1977, è presente in 25 Paesi nel mondo, inclusa l’Italia. Benché da persona semplice non abbia mai lavorato per la gloria, il suo impegno sociale, politico e scientifico non è passato inosservato, tanto da valerle numerosi riconoscimenti. Tra i tanti figurano la Medaglia della Tanzania, il prestigioso Premio di Kyoto, la Medaglia Benjamin Franklin per le scienze della vita e il Premio Gandhi-King per la nonviolenza. Nell’aprile del 2002, Kofi Annan l’ha nominata Messaggero di Pace delle Nazioni Unite. Nel 2011 è stata insignita del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.