Possono il bene e il male convivere nello stesso uomo? Poche opere sono riuscite ad esplorare questo tema con intensità tale da catturare l’immaginario comune e coniare un’espressione universale come Lo strano caso del Dottor Jekyll e del signor Hyde dello scozzese Robert Louis Stevenson, pubblicato per la prima volta il 5 gennaio 1886 negli Stati Uniti e nel 1905 in Italia.
Benché il tema del “doppio”, dei doppelgänger, fosse già popolare all’epoca, il racconto gotico di Stevenson riuscì a conquistare il pubblico vittoriano, affascinato e allo stesso turbato dalla trama, dalle ambientazioni nebbiose londinesi, ma anche dalla metafora sulla scissione interiore estrema dell’individuo in un mondo in cui il bene e il male convivono sotto la superficie.
Non a caso l’espressione “Dottor Jekyll e signor Hyde” entrò ben presto nel linguaggio di tutti i giorni per indicare una persona che sembra avere due personalità estremamente opposte, una buona e l’altra malvagia.
La trama
L’opera, ambientata nella Londra del XIX secolo, è raccontata in gran parte dalla prospettiva di Gabriel John Utterson, avvocato e amico dello stimato dottor Henry Jekyll. L’avvocato si trova ad indagare sulle terribili azioni di un tale Edward Hyde, uomo ripugnante che semina panico e violenza nella città. Gradualmente si scopre un’inquietante verità: Jekyll e Hyde sono la stessa persona, due lati completamente opposti della stessa persona, spinta ad esplorare i lati più oscuri dell’anima.
Jekyll, infatti, ha creato una pozione in grado di separare il bene dal male esistente in ogni persona, inizialmente illudendosi di poter controllare la trasformazione. Ma l’esperimento gli sfugge sempre più dal controllo, Hyde prende sempre più il sopravvento, commettendo atti crudeli fino a culminare in un omicidio.
La metamorfosi, ormai, comincia ad avvenire spontaneamente senza pozione. Utterson continua ad indagare sulle atrocità fino a scoprire la verità solo alla fine, quando il suo amico Jekyll lascia una confessione scritta: è lui Hyde, ormai diventato troppo forte e in controllo. Il romanzo si conclude con la consapevolezza che Jekyll, ormai sopraffatto dal suo lato oscuro, è destinato a scomparire insieme a Hyde.
L’enorme impatto letterario e sociale
Il racconto riscosse subito un successo immediato, vendendo in soli sei mesi quasi 40mila copie e oltre 250mila nel 1901 solo negli Stati Uniti, diventando una delle opere più vendute di Stevenson.
Il tema della scissione morale era fortemente sentito nell’epoca vittoriana in cui la divisione tra pubblico e privato, il senso di appartenenza dell’individuo e le divisioni di classe a Londra erano al centro dei dibattiti, riuscendo ad immortalare anche l’ipocrita dicotomia sociale vittoriana tra la “rispettabilità esteriore e lussuria interiore”.
Ma l’impatto de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde si spinse ben oltre la sfera letteraria. Oltre ad essere stato trasposto al cinema, a teatro in decine di produzioni, l’opera fu analizzata da Sigmund Freud e Carl Gustav Jung riconoscendo in essa un antesignano delle teorie sull’inconscio e sulla duplicità del sé.
Oggi il mito del dottor Jekyll e del signor Hyde continua a vivere nell’arte e nel linguaggio comune, a dimostrazione che questo racconto del bene e del male, della scissione, della scienza e della coscienza è un potente specchio della condizione umana.







